Inutile presentare l’autore, lo conosciamo fin troppo bene dopo aver letto i suoi precedenti successi: Tempo assassinoNon lasciare la mia mano e, su tutti, Ninfee nere.

Con Mai dimenticare, Michel Bussi ci riporta in Normandia: questa volta la scenografia non sarà quella di uno spettacolare quadro impressionista ma ci troveremo a “correre” sulle spettacolari bianche scogliere nella regione della Senna Marittima.

Protagonista del romanzo è Jamal Salaoui, giovane nordafricano in vacanza a Yport per allenarsi, molto duramente, sulle sue falaises e partecipare come primo atleta portatore di handicap all’Ultra-Trail del Mont Blanc, la più dura corsa campestre del mondo.

La mattina del 19 febbraio Jamal sfida il freddo e il ghiaccio e, come ha fatto i giorni precedenti, inizia a correre risalendo una falaise; si ferma solo un attimo per prendere una sciarpa rossa di cachemire che trova poggiata sullo steccato che costeggia la strada, subito dopo gli compare davanti una ragazza: è sull’orlo della scarpata e sembra si voglia gettare, Jamal cerca di convincerla a desistere, ma lei minaccia di lanciarsi se lui si avvicina di più. Allora Jamal le lancia un capo della sciarpa per creare un contatto, per cercare di allontanarla dal precipizio senza avvicinarsi, ma la ragazza fa una mossa improvvisa, Jamal perde il suo capo della sciarpa e la giovane cade inesorabilmente di sotto da un’altezza di più di 100 metri. Quando Jamal arriva correndo alla base della scogliera la ragazza è a terra, morta, con la sciarpa stretta intorno al collo…: testimoni del tragico volo sono stati un uomo e un’anziana con il suo cagnolino .

Ma dalle indagini della polizia, chiamata proprio da Jamal, emerge che non si tratta di  un suicidio: la ragazza ha subito una violenza e non è morta sfracellandosi dalla scogliera ma strangolata dalla sciarpa rossa… da quel momento un incalzante succedersi di avvenimenti rischierà di trasformare Jamal da testimone in colpevole.

La storia è raccontata in prima persona da Jamal che ha messo tutto nero su bianco per rendere reale, ai suoi stessi occhi, tutto quello che aveva subito e che era scaturito a seguito della tragica morte della ragazza, perché una volta che tutto è finito per il meglio ha avuto necessità di scrivere per capire la portata di quello che gli era capitato; ma è proprio vero che tutto è finito per il meglio….?

Finalmente ho ritrovato “a pieno” l’autore di Ninfee nere: in Mai dimenticare tutto è illusione, tutto è inganno, tutto è il contrario di tutto, fino alla fine dubiteremo di tutto e tutti, fino alla fine le vicende di Jamal e dei personaggi che lo circondano ci terranno con il fiato sospeso, non si possono non leggere queste pagine se non con una bramosia infinita, perché dobbiamo capire, dobbiamo scoprire cosa è successo a chi e a causa di chi.

Magistrale, non ci sono altre parole.

data di pubblicazione: 27/11/2017

Share This