(Teatro India – Roma, 26/28 febbraio 2019)

Luciano è un uomo ormai invecchiato. Catturato nella sconcertante solitudine della sua esistenza, racconta confuso brandelli di storia passata, popolata di scene e personaggi, fantasmi di avventure che riprendono vita davanti ai suoi occhi.

 

Suscita compassione e commozione il personaggio creato da Danio Manfredini, un disabile psichico, inconsapevolmente ironico per un pubblico che si lascia sorprendere ancora dalla diversità, omosessuale, ossessionato da ricordi dolorosi e storie di personaggi che vivono a margine della società. Fasci di luce sulle tavole del palco illuminano sentieri che ripercorre claudicante e dal buio, improvvisamente, prendono forma i suoi deliri e le voci che sente nella mente. Sono luoghi notturni della periferia di una Milano anni ’70 o ’80, battuage all’aperto di un bosco o al chiuso di una latrina della Stazione Centrale, come anche un cinema a luci rosse e un cruising bar. Popolati da personaggi che hanno tutti un nome, un’identità, e quindi una storia. Hanno maschere che rendono inespressivi i loro volti e di conseguenza invisibile il loro dolore o la loro rabbia. Sono gli abitanti di un mondo dimenticato da tutto e da tutti, dove la prostituzione e i furti prolificano e diventano lo scopo del contatto tra esistenze lacere e consumate. Luciano è il poeta che da voce a tutto questo, attraverso un lirico monologo che echeggia e rimpasta una personale antologia fatta versi illustri appartenuti a Dante Alighieri, Alessandro Manzoni, Grazia Deledda. Tra filastrocche e poesiole lo spettatore è trascinato nello spazio mentale del protagonista e da lì ne esce come triturato e pestato. Ogni esistenza è un raggio di sole, ma la vita in fondo cos’è?

Danio Manfredini sarà impegnato fino a domenica al Teatro India con lo spettacolo Al presente, seconda parte del dittico aperto con Luciano, e poi ancora dal 22 al 24 marzo al Teatro Biblioteca Quarticciolo con Vocazione.

data di pubblicazione:28/02/2019


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