Il linguista Simone negli ultimi anni si è dedicato ad alcuni pamphlet particolarmente incisivi nella rilettura di usi e modi della cultura italiana ed europea. La sua ultima pubblicazione contiene un punto di vista insolito e tutt’altro che buonista rispetto al tema della grande migrazione, chiave di volta per il successo politico della Lega all’insegna del generale grande rifiuto degli italiani rispetto al diverso che viene dall’Africa. La valutazione non può prescindere dall’analisi del pregresso. Forse è nella generale distrazione della politica che 600.000 clandestini si sono insediati nei confini patri. E il permissivismo oggi non rischia di ricadere come un boomerang sui colpevoli mallevadori di questo diffuso permissivismo? Simone ci fa riflettere sul tema: gli ospiti sono per caso nemici che vogliono rubarci il welfare faticosamente conquistato? C’è da scavare nell’antropologia e in parte anche nella psichiatria per percepire il sentimento dei connazionali e del marketing politico che ne sfrutta la loro diffidenza per arrivare a un’analisi rigorosa di pro e contro, tra bisogno di manodopera, generoso spirito di accoglienza e geopolitica. Trattasi di materia delicata, a tratti aggrovigliata, spesso risolto con spirito pregiudiziale. O di qua o di là. Vedi le reazioni rispetto al comandante Rackete. In realtà è doverosa la problematicità rispetto a materia complessa. C’è il complesso del post-colonialismo, dell’Europa colpevole che deve restituire quello che ha tolto (diremo soprattutto la Francia) e, sull’opposto versante, quella che Simone definisce la Grande Sostituzione ovvero il sospetto che una nuova religione possa insediarsi nel vecchio continente soppiantando un sistema di valori collaudato e funzionale, incrinato da massici apporti di materia prima umana. L’autore è al disopra delle parti e non necessariamente politicamente corretto rifiutandosi di obbedire al mainstream contemporaneo. Agita il sottile gusto della provocazione che, a differenza del pensiero dei politici, si permette di volare più in alto, rivisitando anche la storia delle migrazioni che parte della Grecia e continua fino ai nostri giorni in una linea spezzata, dialettica e spesso conflittuale.

data di pubblicazione:30/07/2019

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