Betty McLeish e Roy Courtnay si incontrano online in una chat e, nonostante entrambi ottantenni, combinano un appuntamento galante per conoscersi. Lei è una ricca vedova che vive con un nipote, mentre lui è un abile imbroglione che organizza truffe ai danni di sprovveduti investitori. Anche Betty rientra nei piani di Roy che, da astuto corteggiatore, riesce ad entrare in intimità con la donna per impossessarsi del suo cospicuo patrimonio. Ma Betty si rivelerà più furba di Roy…

  

 

Bill Condon, affermato regista e sceneggiatore statunitense già premio Oscar per Demoni e dei, ne L’inganno perfetto si avvale della sceneggiatura di Jeffrey Hatcher che ha tratto il soggetto dall’omonimo romanzo di Nicholas Searle. Il ruolo dei protagonisti è affidato a due grandi: Helen Mirren (Oscar per The Queen e prossima all’assegnazione dell’Orso d’Oro alla carriera in febbraio) e Ian McKellen, famosi interpreti del cinema anglosassone ma soprattutto veterani del teatro shakespeariano.

L’inganno perfetto è una pellicola che sfugge a ogni classificazione perché è un mix di dramma, thriller, noir psicologico con un tocco splatter, in cui tutta una serie di intrighi e abili sotterfugi coinvolgono facendo restare con il fiato sospeso sino all’ultimo fotogramma, così come ci aveva abituati il grande Alfred Hitchcock. Nel plot sono inseriti ampi flashback che rimandano ad un passato oscuro e sicuramente cupo della storia tedesca, in deciso contrasto con la trama ambientata ai giorni nostri; un rimando tuttavia che, oltre a svelare la vera identità del protagonista Roy Courtnay, a volte sembra eccessivo e poco funzionale al mantenimento della suspance, con un finale che sembrerebbe affrettato, seppur sorprendente, come se il regista avesse voluto arrivare a concludere entro tempi canonici prima di cadere in qualcosa di assolutamente prevedibile.

Il film comunque regge, sicuramente grazie all’abilità dei due protagonisti in un recitato che rasenta la perfezione, in cui anche la semplice espressione dei volti spesso ripresi in primo piano esprime lo stato d’animo e il pensiero che sta dietro ad ogni azione. Condon ha quindi puntato su due cavalli vincenti ottenendo un risultato interessante, per un film che mantiene comunque un ritmo dinamico e che tutto sommato riesce a catturare la curiosità del pubblico.

data di pubblicazione:08/12/2019


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