Davanti all’insoddisfazione del Presente ed all’incertezza del Futuro, cosa c’è di meglio che lasciarsi andare alla fantasia del Viaggio, un viaggio della mente e dello sguardo, utilizzando il “transfert magico” di un bel film o di un bel libro. Il bel film è Midnight in Paris di Woody Allen, il bel libro è invece quello di Giuseppe Scaraffia edito per i tipi Bompiani appena pochi mesi fa. Entrambi in modo originale ed efficace ci trasportano a Parigi (e non sono solo queste le somiglianze). “… Ci sono solo due posti al mondo ove possiamo vivere felicemente: a casa e a Parigi” diceva Hemingway che proseguiva poi asserendo che ”… a Parigi si finisce sempre per tornarci … Parigi ne vale sempre la pena e qualsiasi dono tu le portassi ne avevi sempre qualcosa in cambio”. Non basta infatti averla visitata più volte o averci potuto vivere a lungo, Parigi fa scoprire, ogni volta, qualcosa di nuovo e di intrigante di se stessa, che così ancora di più accresce il suo fascino ed il suo mito. E così è, ancora una volta, anche con questo ultimo lavoro di Scaraffia, francesista colto e brillante nonché acuto ricercatore e scrittore che, in modo insolito ed intrigante e con stile scorrevole ed elegante, ci fa scoprire, o meglio riscoprire, una parte oggi forse un po’ in ombra di Parigi. Quel “Lato Destro” della Senna che agli occhi di un turista frettoloso può sì sembrare bello ma di sicuro appare meno vivace e frizzante delle zone sull’altro lato del fiume: il Quartiere Latino, Boulevard Saint-Michel, Saint Germain des Prés, MontParnasse … luoghi ove si concentra ancora il fervore ed il dinamismo intellettuale e mondano della città stessa. Si potrebbe pensare che sia sempre stato così, nulla di più profondamente sbagliato! Dalla Belle Epoque, e, soprattutto, dal 1919 al 1939, quando Parigi era veramente la capitale della cultura europea e mondiale, il vero centro vitale, il cuore pulsante, politico, economico, culturale ed artistico era invece radicato tutto sulla “Rive Droite”. Lì erano i palazzi del Potere, lì erano i teatri, i ritrovi, i ristoranti, i night e gli alberghi di lusso, i Grand Boulevards, i negozi e le gioiellerie di moda, lì i bordelli e le garconieres, lì si concentrava l’alta borghesia e la gran vita mondana e quella del demì monde, lì sognavano di andare a vivere artisti e borghesi. Tutti indistintamente con una gran voglia di divertirsi e di trasgredire.

L’autore con il preciso supporto di piantine dei vari arrondissements interessati e di due sobborghi ci fa ripercorrere il cammino dei personaggi che avremmo potuto incontrare in quei luoghi, anzi, proprio come Woody Allen, ce li fa vedere nelle loro quotidianità, nelle loro abitazioni, nelle loro alcove, nei locali: ecco Hemingway, Picasso, Proust, Gide, Céline, la Dietrich… Di ognuno, con un lavoro di notevole ricerca, collocandoli nei luoghi reali ove sono vissuti, ci racconta storie pettegolezzi, aneddoti e vicende, Un ritratto vivo, affascinante, originale di un mondo, di un ambiente, dei luoghi. Un itinerario fatto di tanti piccoli episodi e frammenti di vita che, in modo suggestivo ed evocativo ci trasporta fisicamente nelle vie di Parigi e nei contesti storici reali raccontandoci con fare malizioso i tanti vizi e le poche virtù. Un buon libro che può essere letto come un romanzo e come un itinerario di vite vissute e come una guida di una parte della città che è già affascinante di per se stessa. Un modo insolito ed originale per vedere con occhi diversi una parte di Parigi, con la stessa malinconia, nostalgia e fascinazione del protagonista del film di W. Allen quando, a sua volta, di notte incontrava nelle loro realtà: Hemingway, Picasso, Fitzgerald …

data di pubblicazione:14/04/2020

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