Siamo a Sacramento – California, nel 2002, subito dopo l’11 Settembre. Assistiamo al racconto di formazione ed iniziazione alla vita di un’adolescente all’ultimo anno della High School e prossima a scegliere l’Università. La giovane Christine che vuole farsi chiamare da tutti Lady Bird (Saoirse Ronan), lotta per dare spazio ai propri sogni e talenti, per uscire dal suo modesto ambiente sociale e dalla mediocrità della piccola provincia americana e per fuggire dal gap culturale che separa la Costa Ovest da quella dell’Est e da New York.

Lady Bird è il primo lungometraggio scritto e diretto dalla Gerwig, classe 1983 e già icona del Cinema Indipendente Americano. L’abbiamo ammirata anche come ottima attrice in Mistress America ed in Frances Ha con la direzione di Noah Baumbach che, oggi suo compagno nella vita, ha collaborato con lei nella sceneggiatura di questo film. Si tratta di un’opera personale in parte autobiografica, bella e delicata, caratterizzata da un tocco di sincerità nel saper trascrivere e filmare, con una naturalezza assoluta tutta al femminile, la complessità dei rapporti familiari ed intergenerazionali nel delicato passaggio all’età adulta. Un film già meritatamente premiato con due Golden Globe per la migliore commedia e per la migliore attrice. Visto l’argomento, si poteva facilmente cadere nei soliti cliché del Genere Teen Movies. La Gerwig invece riesce ad evitare la trappola con un approccio lieve ed una scrittura di uno charme tutto particolare e ci regala una storia di una delicatezza evocativa che risuona dentro ciascuno di noi. La sua regia si avvale infatti di scene brevi ed equilibrate, dialoghi secchi e precisi ed un montaggio puntuale che sembra quasi sposare gli umori della vicenda. Il racconto scorre così in modo naturale, senza vezzi o esagerazioni, dogmatismi o drammatizzazioni, con un dolce profumo di nostalgia che dà eleganza e fascino a tutti i codici del Genere. La riuscita del film è tutta qui! Non nella storia ma nel tocco delicato e nelle piccole sfumature. Dunque, un’opera tenera, pungente, autoironica, toccante e sincera che non elude nessuna delle contraddizioni adolescenziali o le complessità delle relazioni fra madre e figlia ma si limita invece ad osservarle  alla giusta distanza. Punto di forza del film è la giovane e bella irlandese Saoirse Ronan già ammirata ed apprezzata in Hanna e, soprattutto in Brooklyn. L’attrice conferma la sua bravura prestando tutta se stessa alla protagonista. Un ruolo splendido ed una interpretazione per la quale oltre al Golden Globe, ha anche ricevuto la sua seconda nomination per l’Oscar come migliore attrice protagonista. Superbi anche tutti i secondi ruoli, adulti e giovani, fra questi Timothée Chalamet visto recentemente in Chiamami col tuo nome. Lady Bird, senza alcuna pretesa di figurare fra i capolavori del Cinema, è un vero gioiellino, una piccola delizia di rara bellezza, sensibilità ed autenticità, che con gli attuali frenetici ritmi di uscite settimanali imposti da una dissennata Distribuzione, pur essendo uscito sugli schermi romani solo il 1° Marzo, è già relegato in pochi cinema ed in salette da 40/50 posti! Rincorretelo anche voi: non lo perdete, ne vale la pena!

data di pubblicazione:17/02/2018


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