(Teatro Trastevere – Roma, 16/20 aprile 2019)

Capita che la vita si stalli in situazioni di apparente sicurezza e un appartamento può diventare la scusa per non scegliere e diventare finalmente grandi.

 Il principio della rana bollita del filosofo statunitense Noam Chomsky, secondo il quale un individuo può rimane per spirito di adattamento e abitudine in situazioni scomode e dannose senza mai reagire se non quando ormai è troppo tardi – come una rana che perde la capacità di saltare lasciata nuotare in una pentola sotto la quale si è acceso un bel fuoco che lentamente manda in ebollizione l’acqua – è la metafora, chiara nel titolo, dalla quale prende spunto questa divertente pièce teatrale.

Tre amici intorno alla trentina condividono da dieci anni lo stesso appartamento e per certi aspetti la stessa insoddisfazione e inabilità alla vita. Mauro è un intellettuale che non è riuscito a concludere il suo romanzo, fermo a pagina 27 da anni; Andrea è confuso e indeciso, di lavori ne ha provati molti ma senza raggiungere mai un soddisfacente obiettivo; Carlo è un autista di autobus nel trasporto pubblico, deluso dall’amore in perenne ricerca di donne. Caos, polvere e disordine abitano il loro alloggio nel pieno rispetto delle regole di un’abitazione condivisa. Anche la tavola è perennemente apparecchiata da un mucchio di cose e foto sbiadite sul muro raccontano un tempo che è stato e che non tornerà più.

L’appartamento è il contenitore claustrofobico e soffocante dove i tre amici sguazzano tiepidi e  inconsapevoli, fino a quando la fiamma che porterà a bollire l’acqua non viene accesa dal padrone di casa che improvvisamente decide di vendere tutto e di mandarli via. Un mese di tempo per traslocare altrove. Inizia una ricerca ansiosa su internet delle varie possibilità abitative nella speranza di trovarne una che abbia le stesse caratteristiche di quella che si accingono a lasciare, ma nessuna di queste sembra soddisfare le aspettative. In realtà manca la voglia di cambiare e di crescere e così si finisce per rimanere dove si è senza compiere atti catartici di coraggio e di riscatto.

La scrittura drammaturgica soffre nel linguaggio e nella struttura dell’imitazione di tanti numerosi sketch, anche divertenti, che ci appaiono in video quotidianamente sui social. Tuttavia il gruppo di attori dimostra di avere un’ottima complicità e buon affiatamento sulla scena, merito forse anche di una reale amicizia tra loro. Il risultato nella sua leggerezza è divertente.

data di pubblicazione: 19/04/2019


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