“…La viabilità di Roma è male organizzata e mancano i piazzali; i monumenti sono ristretti entro costruzioni di nessun pregio e perdono gran parte della loro bellezza…” così scriveva a Napoleone, ai primi del 1800, Camille de Tourner, Prefetto dell’amministrazione capitolina francese. Roma era la “Seconda città dell’Impero”, ma la discrepanza tra la magnificenza di una città ideale e la mediocrità della città reale era tragicamente percepita dall’amministrazione francese. Già allora emergevano in tutta la loro drammaticità i problemi che decenni più tardi, i Piemontesi prima, Mussolini poi indicheranno come i nodi da sciogliere per la modernizzazione e la grandezza della Capitale. In una città ritornata vitale le esigenze del ruolo, la crescente pressione demografica ed il processo di motorizzazione impongono interventi urbanistici che portano alla contrapposizione fra i paladini del pittoresco sedimentatosi nei secoli e quanti invece in tutto ciò vedevano solo malformazioni e degrado da sanare e modernizzare.

La Roma di Mussolini di Sidoni, acuto saggista ed attento ricercatore e storico, non è un libro destinato ai soli specialisti, tutt’altro, è invece un libro accessibile a tutti perché è uno sguardo, un’analisi acuta di quanto avvenuto fino a ieri l’altro per consentirci anche di meglio comprendere l’oggi. E’ quindi una buona opportunità di avere una visione precisa, semplice e completa degli eventi e degli antefatti che hanno portato alla Città così come la viviamo oggi e di conoscere come sono stati disegnati i suoi assetti urbanistici e pianificata la sua monumentalizzazione e come sarebbe potuta essere e perché non lo è. Un’analisi completa, documentata e ricca di aneddoti, di sorprese, di fatti e retroscena spesso gustosissimi, scritta con stile asciutto e scorrevole, dello sviluppo e delle trasformazioni urbanistiche ed architettoniche che incisero sul volto di Roma nel tentativo di farne una grande metropoli moderna. Una modernità che veniva intesa come razionalismo e futurismo, che aveva bisogno di spazi, di nuove regole e modelli e, per quanto difficile, doveva anche riuscire a coniugarsi con le tradizioni. Uno dei risultati fu lo stile architettonico del “Monumentalismo Neoclassico Semplificato” che, sottolinea Sidoni, affrontando in modo distaccato, senza preconcetti ideologici, un tema che ha visto scontrarsi nel passato visioni contrapposte, non fu solo italiano o fascista, ma fu universale ed è infatti presente negli edifici pubblici a Washington, a Parigi, a Dublino e in altre grandi città. Dunque un libro che merita di essere letto e consultato e che può interessare e soddisfare sia gli appassionati di cose romane sia ed anche coloro che ci sono solo venuti a vivere, per dar loro l’opportunità di meglio comprendere dove si trovano.

data di pubblicazione:18/03/2020

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