LA RAGAZZA NELLA NEBBIA di Donato Carrisi, 2017

Avechot è uno sperduto villaggio immerso in una piccola vallata tra le montagne nella provincia di Bolzano. I suoi abitanti vivono una vita tranquilla, immersa totalmente nell’attività religiosa di una confraternita che inculca loro principi morali molto rigidi, completamente anacronistici. In una sera densa di nebbia Anne Lou Kastner, ragazza tutta scuola e famiglia con una fortissima passione per i gatti, uscita di casa per andare in confraternita, sparisce nel nulla. Sul posto viene subito inviato l’agente speciale Vogel, uomo di grande esperienza nella soluzione di casi giudiziari difficili, anche se questa volta la ricerca della verità sarà impresa difficile perfino per lui…

Donato Carrisi è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista specializzato in criminologia e scienze del comportamento; autore di diversi romanzi, ha già ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari tra cui il Premio Bancarella per il libro Il Suggeritore. Con La Ragazza nella Nebbia, pubblicato nel 2015, Carrisi si cimenta per la prima volta nelle vesti di regista riuscendo a confezionare un thriller psicologico che riesce a trasferire allo spettatore una suspance per l’intera duratadelfilm. Vogel, egregiamente interpretato da Toni Servillo, sin dalle prime immagini si comporta esibendo una sagacia talmente particolare da poterlo accostare al migliore Maigret uscito dalla penna di Georges Simenon. Il complesso caso giudiziario che dovrà affrontare nell’isolata cittadina di Avechot tiene tutti con il fiato sospeso, interpreti e pubblico, in un susseguirsi di colpi di scena che ingarbugliano sempre più il filo logico della vicenda, lasciando tutti spiazzati di fronte ad una insolita soluzione finale. Il film, pur proponendo una storia reale che pecca a tratti di originalità nella trama, coinvolge il pubblico che rimane disorientato nella spasmodica attesa di una spiegazione che tarda a profilarsi e a ricomporsi, come un puzzle che non si riesce a completare in un assurdo gioco perverso tra il bene ed il male.

Il cast è tutto di primordine: oltre a Servillo, troviamo Alessio Boni nella parte del prof. Loris Martini e Lorenzo Richelmy nel ruolo dell’agente Borghi che collabora con Vogel, anche se una menzione di merito va sicuramente al personaggio dello psichiatra Flores interpretato da Jean Reno. La sceneggiatura, curata dallo stesso Carrisi, riesce a catturare lo spettatore sin dalla prima immagine conducendolo nell’intrigo della vicenda con una violenza davvero disarmante.

data di pubblicazione:25/10/2017


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2 Responses

  1. Federica scrive:

    Moretti diceva: le parole sono importanti…
    In questo film le parole sono importantissime. Il film inizia con una poliziotta che sveglia di notte uno psichiatra perché nel suo studio è stato portato l’agente speciale Vogel (Servillo) in stato di fermo, confuso e con la camicia sporca di sangue. Non sappiamo ancora chi sia, ma sappiamo che si mette a raccontare una storia senza capire perché sia lì…
    Da quel momento noi spettatori vediamo ciò che è la versione dei fatti secondo Vogel: una versione articolata, in cui tutti i tasselli si incastrano alla perfezione. Ma si tratta di indizi o prove?… E perché questo uomo di grande esperienza ad un certo punto distrugge delle prove importanti, ostacolando la giustizia solo al fine di far prevalere la sua verità?
    A giudizio di chi scrive La ragazza nella nebbia è un giallo con tanto di assassino e l’intreccio se seguito molto attentamente tiene incollati alla sedia sino alla fine. Certo, l’attenzione è d’uopo: forse l’unica pecca è l’insieme di storie aperte, di indizi e prove che alla fine possono confondere e forse non aiutano a dare maggior valore alla pellicola, di cui comunque se ne consiglia la visione.

  2. anna scrive:

    La ragazza nella nebbia e’ un giallo particolare che ti fa tenere gli occhi incollati allo schermo e le orecchie protese dall’ inizio alla fine ,attento ad ogni piccolo particolare e ai dialoghi. Servillo nei panni di un ispettore cinico e spietato che alla fine acquista una umanita’ sui generis con l uccisione dell’ assasino offre una formidabile interpretazione del suo personaggio al pari di Alessio Boni bravissimo attore di teatro che veste i panni di un insegnante dalla doppia personalita’. Il finale e’ secondo me assolutamente non deludente con due colpi di scena che portano lo spettatore a ripercorrere tutto il film e ad apprezzarlo maggiormente.

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