A ridosso delle vacanze di Natale, in una scuola elementare italiana (non meglio identificata a livello territoriale) sono tutti in fermento per la messa in senza della recita di fine anno. Il Preside (Corrado Guzzanti) vive questo momento con grande tensione, come se fosse alla direzione di un musical interpretato da bambini prodigio. Poi le voci stonate dei bambini durante le prove generali lo riportano alla cruda realtà dove non si intravedono prospettive di successo per lo spettacolo o bambini da talent show.

 

A poche ore dalla recita, però, l’improvviso e immotivato lancio di una pietra da parte di Samir contro una finestra dell’istituto scolastico innesca un vero e proprio effetto domino tra alcuni personaggi della scuola. Infatti, la pietra, oltre a mandare in frantumi il vetro di una finestra, colpisce, ferendolo, il bidello (Valerio Aprea) il quale, a seguito del colpo alla testa cade sulle scale insieme alla moglie, la bidella Loretta (Iaia Forte) che, a sua volta, si sloga un braccio. Il Preside, già agitato per gli intoppi dei preparativi della recita, d’urgenza convoca i familiari del piccolo Samir e i coniugi bidelli per mettere fine allo spiacevole incidente. La riunione, a un’ora dall’inizio della recita scolastica, tra il Preside, la coppia dei malconci bidelli cattolici, la madre (Kasia Smutniak) e la nonna paterna (Serra Yilmaz) di Samir, entrambe mussulmane, e la maestra Roversi (Lucia Masino) buddista, disattende le speranze di celeri transazioni nutrite dal preside e non pare destinata a definirsi bonariamente, né tantomeno prima del debutto degli studenti sul palcoscenico. Infatti, paradossalmente proprio il preside, sebbene si proclami un moderno direttore scolastico regista di una recita dalla “sceneggiatura” dedicata a tutte le religioni professate dagli alunni della scuola, viene continuamente messo “alla gogna” dalle polemiche e rigide madre e nonna del piccolo Samir. A sua volta, proprio il preside si ritrova goffamente autore di frasi che infiammo gli animi dei contendenti la pretesa risarcitoria (monetaria o anche mere scuse?). Giochi di parole, malintesi, scaramucce articolate in perfetti rimpalli scoppiettanti e in una costante escalation di risvolti quasi assurdi, danno un ritmo vivace al film. Alla fine chi dovrà rispondere dell’azione dell’incauto lancio del sasso?

La prima pietra è una commedia capace di raccontare con ironia delicata la realtà moderna e il multiculturalismo della nostra società, narrandone anche alunni paradossi, talvolta estremizzati, che traggono spunto da luoghi comuni, ma, prima di tutto, dalla Prima Pietra lanciata senza un reale e oggettivo motivo da Samir (la prima pietra intesa non solo nel senso più noto “chi non ha peccato scagli la prima pietra” del Vangelo di Giovanni, ma anche come primo gesto avventato, sconsiderato e del tutto spontaneo e immotivato di Samir, ovvero il primo atto di ribellione immotivata di una lunga serie che ognuno di noi a un certo punto della propria vita inizia a compiere). Grazie a un cast di attori bravissimi (Corrado Guzzanti e Valerio Aprea sono in stato di grazia), che sembrano vestire da sempre i panni del proprio personaggio, il film è un crescendo di ilarità fino alle lacrime e racconta un momento topico per i cristiani, come le ore che precedono la Vigilia del Natale, per coloro che credono e per chi li circonda e non crede oppure crede in altro, in una chiave originale e inedita.

data di pubblicazione:10/12/2018


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