(Festival di Cannes- In Concorso)

Carrellata di attori di altissimo livello, per questo splendido affresco di Scola sulla famiglia borghese italiana, filmata dal battesimo del protagonista Carlo sino al compimento dei suoi 80’anni, tra le mura di un appartamento nel quartiere Prati di Roma. Splendida la colonna sonora di Armando Trovajoli. Tra le frasi celebri del film, ricordiamo quella pronunciata da Stefania Sandrelli al “marito” Vittorio Gassman a proposito dei loro due figli: ai figli che non danno pensieri, si dedicano pochi pensieri…. A questi genitori un pò “distratti” dedichiamo la ricetta di questo ragù raffinato, profumato e molto avvolgente, regalataci dalla nostra amica Serena, che potremmo definire della domenica perché adatto ai tipici pranzi in cui si riunisce tutta La famiglia, come sul finale di questo splendido film decisamente da rivedere.

INGREDIENTI: 8 etti circa di carne macinata (500gr di vitella, 200 gr.maiale,100 gr. vitellone). – 1 e ½ litro di brodo vegetale – 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro- 1 cipolla grossa- 10/12 chiodi di garofano- noce moscata – soffritto di cipolla, carota, sedano — 1 bicchiere di vino bianco-sale, pepe e olio q.b..

PROCEDIMENTO: Mettere a soffriggere in abbondante olio la carota, la cipolla ed il sedano finemente tagliati; aggiungere il macinato misto di carne e girare, aggiustando di sale e pepe. Sfumare con il vino bianco. Appena il vino sarà evaporato e la carne ben separata senza formare grumi, aggiungere il cucchiaio di concentrato di pomodoro allungato con un po’ di acqua tiepida. Dopo circa 10 minuti, cominciare ad irrorare la carne con un po’ di brodo vegetale caldo (che dovremo sempre tenere a temperatura per il tempo dell’intera ricetta), abbassare al minimo la fiamma e coprire. La carne dovrà cuocere per almeno un ora e mezza, ed ogni tanto bisognerà bagnarla con il brodo caldo e girare. Trascorso questo tempo, inserire al centro del ragù una grossa cipolla rossa di tropea o una bianca dolce, che avremo precedentemente “infilzato” con 10/12 chiodi di garofano; coprire nuovamente il tegame e continuare la cottura a fiammella bassissima per almeno un’altra ora, bagnando sempre con brodo vegetale caldo di tanto in tanto e girando, facendo attenzione a non muovere la cipolla “infilzata” dai chiodi di garofano, ma girandoci attorno con il mestolo. Trascorsa l’ora, togliere la cipolla facendo attenzione che non cadano nel sugo i chiodi di garofano e dare un’abbondante grattata di noce moscata su questa “crema” di ragù a fuoco spento. Perfetto per condire i paccheri o i maccheroni rigati per 6/8 persone, aggiungendo una noce di burro.

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