Ci sono autori che raccontano storie di vita lontane da quelle che vivono quotidianamente e poi, poi c’è Antoine Laurain (Il Cappello di Mitterand, 2012) che ci racconta, con il suo stile accattivante, di ciò che conosce bene: Parigi, le sue vie, i suoi caffè, i giardini del Luxembourg, le librerie, i libri, ma che … è abile nell’evitare di cadere nell’egocentrismo narcisistico. Ed ecco allora che in questo quadro tanto “normale” basta saper aggiungere un pizzico di pepe, un incidente, un po’ di suspense, un’inchiesta, un’indagine … ed ecco allora che il “giallo” diviene una ricerca di una sconosciuta e poi una piccola commedia romantica, leggera, affascinante e maliziosa. Un’idea brillante partire da uno scippo violento, da una borsa ritrovata, da una ricerca della proprietaria per scrivere poi una storia d’amore. Un’idea originale per riuscire a raccontare proprio il tempo magico della nascita progressiva di un innamoramento fra due sconosciuti che, lontano dagli abusati “colpi di fulmine”, sono spinti dai piccoli indizi che la Vita offre loro.

Un piccolo libro pieno di ottimismo, un buon libro da recuperare e rileggere per queste nostre lunghe giornate particolari, un libro che soprattutto fa molto bene al morale! Occorre solo e semplicemente lasciarsi trasportare da questa piccola storia, incredibile, toccante e romantica, forse un po’ convenzionale o scontata e con qualche piccola incongruenza, ma che importa? Il ritmo è elevato, il tono è leggero e non privo di humour e la scrittura è scorrevole e non priva di qualità. Una “caccia al tesoro” sentimentale, fresca tenera e maliziosa. Un romanzo che diverte e cattura facilmente il lettore, che si legge senza pause, molto velocemente, forse troppo velocemente al punto che si desidererebbe quasi che la storia cui ci si è affezionati si potesse prolungare ancora un po’ di più.

data di pubblicazione:01/04/2020

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