Florence Green, oramai vedova da diversi anni, vuole scrollarsi di dosso la tristezza che pervade la sua vita e decide di realizzare il suo sogno nascosto che è quello di aprire una libreria. Sfortunatamente sceglie il posto sbagliato: la piccola cittadina di Hardborough sulla costa inglese. Florence si troverà presto ad affrontare non solo lo scetticismo della gente del luogo ma, essenzialmente, l’ostruzionismo della ricca Mrs. Gamart che vuole assolutamente difendere la propria influenza culturale su questa cittadina in perenne letargo. A tutto questo si aggiunge lo scandalo sollevato dalla vendita di libri quali Lolita di Nabokov e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury che sicuramente non facilitano il compito di farsi ben volere dalle persone del posto.

 

 

La regista catalana Isabel Coixet è ben nota al pubblico italiano grazie al successo ottenuto nel 2005 con La vita segreta delle parole, presentato al Festival di Venezia nella Sezione Orizzonti e premiato in patria con ben quattro premi Goya tra cui quelli per miglior film e migliore regia. Nel 2003 con La mia vita senza me (candidato agli European Film Awards come miglior film e due premi Goya) si era fatta notare anche alla Berlinale dove, nell’edizione di quest’anno, ha presentato La casa dei libri.

Tratto dal romanzo The bookshop di Penelope Fitzgerald del 1978, il film è ben costruito, con una fotografia che conferisce alla pellicola un respiro di aria fresca liberandola dall’atmosfera polverosa della libreria di Florence (Emily Mortimer) alla quale la ventosa costiera britannica fa da contrappunto. La protagonista è un personaggio che dietro l’apparente fragilità di una vedova indifesa nasconde invece una buona dose di coraggio e di risolutezza di fronte alle situazioni avverse che le si presentano; dovrà infatti lottare molto contro l’aristocratica Mrs. Gamart (Patricia Clarkson) che cercherà, in tutti i modi, di ostacolare l’attività della libreria ricorrendo a stratagemmi politicamente poco corretti.

Il finale, seppur non possa definirsi un happy end, non cancella tuttavia quella prevedibilità che distoglie in parte l’interesse dello spettatore. All’incontestabile bravura degli interpreti si registra, di contro, una narrazione poco interessante e del tutto priva di qualsiasi coinvolgimento emotivo: ne risulta un film lento e a tratti addirittura noioso, riscattato dall’unica nota positiva rappresentata dalla figura di Florence che ama non solo leggere i libri ma anche accarezzarli, per scoprirne quel fascino segreto che va al di là della carta stampata.

data di pubblicazione:28/09/2018


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