Piovono offerte di contiguità culturale nel mondo della separazione, quella forzosa nell’era del Coronavirus. Alcune consigliabili, altre con un peccato originale: l’inutilità. Ma la IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) ne ha messa a disposizione una che rientra sicuramente nella prima categoria, quella di utilissima disponibilità. Da ieri è disponibile su Spotify la piattaforma online che consente agli utenti lo streaming di musica on demand. L’avvio con due playlist che garantiscono cinquanta ore di musica. Praticamente due giorni e ininterrotti di note. Ma è solo il preludio a un’alluvione on demand ancora più consistente perché l’aggregato sarà sottoposto ad aggiunte in progress, assumendo le dimensioni di un’autentica enciclopedia musicale a disposizione della collettività. Le modalità d’uso sono semplici: si apre Spotify, si digita sulla barra di ricerca il canale “IUC Classica, jazz & more” e si approfitta dell’offerta che propone classica evergreen, grandi successi, musica per il cinema e qualche chicca inattesa. Nella playlist principale si sprecano i grandi nomi in una miscellanea da far girare la testa. Sfilano Bach Beethoven, Davide Bowie, Ennio Morricone, Paolo Conte, Philips Glass. La varietà del gusto è assicurata senza brusche divisioni tra Frank Sinistra, Miles Davis, Lana del Rey e Schubert. Coperto in pratica ogni tipo di predilezione e fascia di età. Seguiranno comparti specializzati per chi studia, per chi svolge attività fisica. Per chi ascolta musica e per chi ne ha necessità come sottofondo, virtuale colonna sonora della propria giornata. Una speciale sezione si chiamerà Love per chi ha una particolare predilezione per una playlist romantica. Spotify offre una versione base Free completamente gratuita ed ha rivoluzionato da tempo il consumo di musica offrendo sulla propria piattaforma applicativa lo streaming on demand su pc, smartphone e tablet un panorama d’attualità di varie case discografiche, major e etichette.

data di pubblicazione:15/04/2020

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