Shun Li (Zhao Tao) è una immigrata cinese che lavora in una fabbrica tessile facendo turni massacranti pur di ripagare il suo debito e poter far venire in Italia suo figlio rimasto intanto in Cina. Trasferitasi a Chioggia, inizia a lavorare come barista in una osteria frequentata essenzialmente da vecchi pescatori, dove, dopo un periodo di sbandamento a causa della poco padronanza della lingua, farà amicizia con un uomo da tutti chiamato il Poeta (Rade Serbedzija). Li inizierà con lui, immigrato dalla Jugoslavia molti anni prima, una intensa relazione che non troverà approvazione né da parte degli italiani né da parte dei cinesi. Per non compromettere la possibilità di far arrivare suo figlio, Li interrompe bruscamente la relazione con il Poeta e va a lavorare in una fabbrica. Con grande gioia un giorno la donna verrà arrivare improvvisamente suo figlio dalla Cina e subito pensa che sia stato il Poeta ad aiutarla segretamente. Il film che nasce da una storia vera, affronta anche metaforicamente il problema  dell’integrazione degli immigrati attraverso il racconto di come vivono e pensano. Ambientato quindi in luoghi reali e con personaggi reali, il film sviluppa un linguaggio tutto proprio attingendo proprio dal genere documentario anche per la scelta linguistica, dal momento che viene utilizzato il dialetto di Chioggia. Presentato alla 68° edizione del Festival del Cinema di Venezia, ottenne un premio secondario proprio per la delicatezza dell’argomento trattato, nonché altri premi internazionali e infine anche un David di Donatello a Zhao Tao, quale migliore attrice protagonista. Pur ambientato tra i vecchi pescatori veneti, il film ci suggerisce una ricetta dal tocco un poco cinese in quanto si tratta di un filetto di maiale in agrodolce.

INGREDIENTI: 600 grammi circa di filetto di maiale – 2 radicchi trevigiani  – 40 grammi di burro – ½ bicchiere di vino bianco – 1 cipolla bianca  – 50 grammi di burro  – 3 spicchi d’aglio –  una spruzzata di aceto bianco – 1 cucchiaio di miele d’acacia – una manciata di uvetta – 1 rametto di rosmarino e 4 foglie di salvia – due cucchiai d’olio extravergine d’oliva – sale e pepe qb.

PROCEDIMENTO: Lavare il radicchio, eliminare la parte dura e tagliarlo a spicchi molto sottili. Tritare la cipolla e stufarla in una casseruola con l’olio. Unire quindi il radicchio, aggiungere il miele e quando inizia a caramellare spruzzare l’aceto. Fare sfumare bene, salare e pepare, quindi aggiungere l’uvetta precedentemente ammollata a fare cuocere il tutto a fiamma bassa per circa 6 minuti. Intanto salare e pepare bene il filetto e rosolarlo bene in una casseruola con il burro, l’aglio in camicia schiacciato. Sfumare poi con il vino ed aggiungere il rosmarino intero a la salvia sminuzzata. Fare cuocere per circa 8 minuti rigirando spesso la carne. Fare riposare un paio di minuti ed affettare il maiale che verrà servito con il radicchio brasato.

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