(Teatro Belli – Roma, 7/8 dicembre 2019)

Esilarante e travolgente, Eleonora D’Urso firma la regia di uno spettacolo divertente e attuale di cui ne è anche l’interprete. Una valanga di parole e situazioni che raccontano uno dei periodi più complicati della vita di una donna: l’adolescenza.

 

 Entriamo nella stanza di Lisa improvvisamente, di colpo. Sembra il camerino di una diva, con specchio e cuscini e una miriade di accessori di arredo tutti rigorosamente rosa e perfettamente in disordine. Chi ha a che fare con gli adolescenti sa per certo quanto sia difficile poter varcare la soglia delle loro camerette, per cui prendiamo questo momento per quello che è: un privilegio. Lisa sembra uscita da un manga, ha i capelli tinti di rosa come le cose che la circondano. Il suo biondo naturale è sinonimo di stupidità, e lei vuole sembrare tutto tranne che stupida. Torna da scuola e con un calcio sfonda la quarta parete per raccontarci il suo mondo. Esagitata e irrequieta mostra subito le sue debolezze e preoccupazioni, prima fra tutte la linea. Come la strega in Biancaneve si guarda allo specchio e si riconosce però come la più brutta tra le sue compagne, per di più ansiosa di compiacerle in ogni cosa per essere da loro accettata e considerata. Attenta a che nulla le sfugga dal controllo, vive in biblico tra la falsa amicizia delle più “fighe” della classe, che non si fanno problema a eliminarla dalla lista delle amiche special di WhatsApp, e la paura di precipitare nel gruppo delle “sfigate”, dimenticando la cosa più importante: l’originalità che sta nella bellezza di essere sé stessa. Messa da parte solo perché è come è – praticamente per la banale motivazione che a qualcuno sta antipatica – viene risucchiata nel vortice della depressione e lì inizia a pensare al suicidio. Bulli e stronze non le danno tregua, ma per fortuna c’è Carlo, un ragazzo affascinante dai capelli rossi e le lentiggini – caratteristiche non esattamente sinonimo di bellezza estetica nell’immaginario adolescenziale – che cattura la sua attenzione e le fa capire che assumere una posizione diversa dagli altri è sempre un bene, anche se ci espone al rischio di diventare facile bersaglio delle critiche della gente invidiosa. Poi ci sono i genitori con i quali recupera un rapporto, fino a ora burrascoso, di confidenza e fiducia che la fa uscire dall’isolamento della sua stanza. E infine le nuove amiche, quelle considerate da tutte le altre serie B, che manifestano per lei sincero affetto e solidarietà.

La simpatica Lisa trova finalmente la strada per riscattarsi, ottimo esempio per tante ragazze che condividono la sua condizione. La ricetta in fondo è facile e la troviamo nella citazione finale di Caparezza: devi fare ciò che ti fa stare bene … e non compiacere chi ti vuole diversa da quella che sei.

data di pubblicazione:10/12/2019


Il nostro voto:

Share This