Ancora un Simenon, (un “Romans-Romans”, come li definiva l’autore stesso, scritto tra il 1941 ed il 1942 anno in cui è stato dato alle stampe) appena uscito in libreria per i tipi di Adelphi che meritoriamente sta procedendo alla traduzione e pubblicazione di gran parte delle opere dello scrittore belga. Uno di quei “Romanzi Duri” in cui Simenon, quasi fosse un entomologo, passa sotto la sua lente di attento osservatore la vicenda umana che, di volta in volta, viene da lui rappresentata in tutta la durezza della realtà, quale che essa sia, per raccontare a noi lettori cosa sia avvenuto, perché sia avvenuto e, soprattutto, cosa ciò che è avvenuto abbia poi causato e determinato nell’esistenza delle persone osservate.

Il libro in esame è un piccolo-grande Simenon, la storia è così semplice da apparire banale, e lo sarebbe se fosse raccontata da chissà chi, ma, raccontata dal nostro Simenon essa diviene subito ben altro. Ciò che rende difatti fascinoso il suo narrare, pur sempre nel suo solito stile asciutto ed essenziale, non è infatti l’originalità della storia ma l’acutezza psicologica con cui sono disegnati in tutta la loro commovente umanità i personaggi. Personaggi che sono così veri da essere simili alla realtà quotidiana che i lettori possono incontrare o, temere di incontrare nella Vita.

Il Signor Cardinaud è un marito, un padre, un professionista di provincia convinto di avercela fatta ad emergere, è pago della sua realtà piccolo borghese: la casa, la moglie, i saluti in piazza la domenica dopo la Messa, i dolci prima del pranzo festivo e poi la passeggiata pomeridiana… Ma Marta, moglie e madre all’apparenza irreprensibile, quella domenica non è in casa, è fuggita con un vecchio amico d’infanzia, un poco di buono. Il velo delle illusioni si squarcia e Cardinaud, mentre tutti sanno, tutti lo deridono, resiste alle umiliazioni, alla vergogna e forte del suo amore, ricerca la moglie, scoprendo così un mondo volgare e violento da cui la sua condizione sociale l’aveva tenuto lontano. Può sembrare tutto molto patetico, ma non lo è affatto, al contrario è una consapevole discesa agli inferi di un uomo che forse è un debole ma che scientemente segue il suo destino di innamorato e le sue convinzioni fino all’insolito ma amaro happy-end.

Un eccellente romanzo di atmosfere scritto con incisività incalzante, che fu molto apprezzato all’epoca e da cui fu tratto nel 1956 un film di particolare successo Sangue alla testa con addirittura il grande Jean Gabin nei panni del signor Cardinaud.

data di pubblicazione:21/02/2020

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