(Teatro India – Roma, 6/10 marzo 2019)

Quattro figure popolano lo spazio tra un fondale nero ed un termosifone bianco. Tagliarini inizia a narrare il suo sogno e il suo incontro con una Deflorian barbona e problematica e pian piano ognuno si piega alla propria esigenza di raccontare e raccontarsi. Si apre cosi Il cielo non è un fondale lo spettacolo di Daria Deflorian ed Antonio Tagliarini in scena al Teatro India di Roma dal 6 al 10 marzo 2019. Un racconto urbano basato sulle memorie che quattro voci intrecciano fra loro, creando strade, connessioni e incroci, un puzzle di monologhi interiori che vengono fuori intervallati al canto. Il recitato è spontaneo, privo di accessori, dosato e diretto. Le parole riflettono le esistenze all’interno di luoghi familiari e privati nei quali ognuno manifesta il proprio spazio intimo.

 

In una metropoli di tutti e di nessuno, appaiono e scompaiono le figure di Alom, il venditore di rose che un tempo era un generale nell’esercito del Bangladesh, di Mohamed il cuoco pakistano, della vera barbona incrociata nel giardino del sogno e che assomiglia a Daria, e poco importa se siano ricordi di autentici incontri o fantasmi rimasti impigliati. Una struttura estremamente semplice, una recitazione minimale e naturale, un testo equilibrato e profondamente ironico, capace di esasperare e celebrare ogni piccolo elemento o imprevisto quotidiano, la possibilità di far diventare assurdo ogni piccolo episodio trascorso e contemporaneamente di innalzarlo a situazione condivisa o condivisibile per la sua verità innegabile.

Così senza continuità e senza un apparente filo logico e narrativo si arriva alle riflessioni domestiche di Daria Deflorian ed il suo rapporto con il termosifone in ghisa alternato alla parodia con le proprie ambizioni di attrice, alle fughe notturne al supermercato, dosate con raffinata e consapevole comicità.

Uno spettacolo che restituisce un senso di familiarità al pubblico che si ritrova in quelle piccole confessioni sulle proprie abitudini che si scontrano con la realtà esterna e le sue tempistiche schizoidi, in uno stato di completo sfasamento con il circostante.

Un atto drammatico apparentemente “senza trama e senza finale” che parte dal sogno secondo una ritmica efficace di incontri e di confronti, di cadute e di incidenti, di parole e di canzoni.  I quattro attori (i bravissimi Francesco Alberici, Daria Deflorian, Monica Demuru, Antonio Tagliarini) esplorano la nostra condizione urbana, aprendo un dialogo tra finzione e la realtà e finendo per popolare la scena di termosifoni bianchi di ghisa, unici elementi in grado di riscaldare le coscienze e diffondere calore.

data di pubblicazione:09/03/2019


Il nostro voto:

Share This