(Teatro Palladium – Roma, 1/14 Ottobre 2018)

Goliarda Sapienza (1924-1996) siciliana di nascita e romana d’adozione, viene allevata insieme ai suoi numerosi fratelli a pane e rivoluzione, in un contesto storico politico dove essere sindacalisti, e per giunta socialisti, significava la prigione. Donna poliedrica e, per pura definizione, controcorrente, va a studiare presso l’Accademia di Arte Drammatica iniziando una discreta carriera come attrice di teatro e di cinema. Diventata scrittrice, non viene per niente notata dalla critica ed il suo romanzo L’arte della gioia verrà pubblicato in Italia postumo, quando all’estero era oramai diventato un best seller e riconosciuto come un capolavoro: una vera rivelazione letteraria di una meravigliosa e coraggiosa narratrice.

 

 

Sulla scena un enorme letto da dove Goliarda parla di sé, della sua famiglia, dei suoi amori. Fa da contrappunto l’intervento dello psicanalista, imposto e quindi mal tollerato, che cerca di evocare ricordi secondo una pratica che la protagonista respinge con determinazione, incapace di seguire una logica che non le appartiene. La donna non è pazza ma sente il bisogno di rintanarsi nel suo angolino, nella sua camera dove poco a poco si è creata uno scenario esclusivo tutto suo. Anche se sfinita e disillusa da una vita decisamente ostile, continua la sua lotta per affermare se stessa e per immaginarsi un nuovo mondo fatto di belle cose e forse di un nuovo passionale amore: perché lei racchiude di fatto quanto di più carnale e di intellettuale si possa trovare in una donna siciliana ,abituata a attraversare in silenzio bufere sentimentali dopo aver riscoperto l’arte della gioia e del saper essere felici.

Paola Pace, autrice della drammaturgia insieme a Francesca Joppolo, recita in teatro Goliarda proponendo in un contesto denso di pathos emotivo la traccia di alcuni tra i più noti romanzi della scrittrice catanese con particolare riferimento alla figura di Modesta, donna decisamente immorale, secondo la morale comune, che sin dall’infanzia è consapevole di essere destinata ad una vita che va ben oltre i confini della sua condizione di nascita, riuscendo a capovolgere tutte le regole del gioco pur di affermare il proprio vero piacere. Nella realizzazione dello spettacolo, già presentato con successo al Teatro Biondo di Palermo, ci si è avvalsi della preziosa consulenza artistica di Angelo Pellegrino, marito di Goliarda Sapienza, che è anche curatore della sua opera, ora interamente pubblicata da Einaudi. Modesta nell’incipit de L’arte della gioia parla di quel primo ricordo: “Eccovi me a quattro, cinque anni in uno spazio fangoso che trascino un pezzo di legno immenso. Non ci sono né alberi né case intorno, solo il sudore per lo sforzo di trascinare quel corpo duro e il bruciore acuto delle palme ferite dal legno…”.

Lo spettacolo apre la stagione della Fondazione Roma Tre presso il Teatro Palladium con il coinvolgimento diretto della comunità accademica oggi più che mai impegnata sul fronte della formazione culturale e, nello specifico, teatrale dei giovani. Presente in sala l’oramai vecchissimo psicoanalista che a suo tempo ebbe in terapia la scrittrice divenendone poi l’amante cosa che gli procurò l’abbandono definitivo dell’attività di terapeuta.

data di pubblicazione:13/10/2018


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