Sirio (Alfredo Rotella), giovane operaio presso le acciaierie di Terni, decide di lasciare il proprio lavoro per seguire pienamente la propria ideologia nel militare attivamente in un gruppo di estrema sinistra. Pur contrario alla lotta armata e a qualsiasi forma di atto terroristico, azioni che avevano caratterizzato il clima politico-sociale italiano agli inizi degli anni ottanta, il giovane viene accusato di complicità in banda armata per alcuni attentati sui quali lui era completamente estraneo. Rinchiuso in un carcere insieme ad altri compagni attivisti, tra i quali il suo miglior amico Apache (Igor Zalewsky), conosce il Professore (Mauro Festa), un filosofo ritenuto il principale ideologo del movimento. Durante la sua detenzione a Sirio viene proposto di rivelare il nome dei partecipanti all’organizzazione clandestina in cambio della libertà. Al suo rifiuto le autorità reagiscono trasferendolo in un carcere di massima sicurezza dove ancora una volta, suo malgrado, si troverà coinvolto in una rivolta armata che verrà soffocata mediante l’intervento di uno speciale reparto delle forze dell’ordine. Messo in isolamento, il giovane entrerà in una crisi tale, che lo porterà pian piano a prendere le distanze dal mondo esterno e dalle idee che lo avevano convinto a cambiare la società sin dai primissimi anni della sua gioventù, durante i quali aveva iniziato a militare nei movimenti studenteschi. Il film è stato liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Nanni Balestrini che contribuì, insieme allo stesso Squitieri, alla stesura della sceneggiatura. Grande affresco di una Italia di quegli anni di piombo dove i giovani militanti, impegnati politicamente nella lotta armata, si trovarono schiacciati dal peso di quelle azioni terroristiche di cui loro stessi non seppero prevedere né la portata né le conseguenze storiche che avrebbero inciso sul contesto sociale del Paese. Il film fu ben accolto dalla critica e, presentato in quell’anno al Festival di Venezia, ottenne il Premio Cinema Nuovo.

L’ambientazione nella verdissima Umbria ci suggerisce una ricetta tipica di questa terra, molto semplice e di facile realizzazione: polpette di pollo con ricotta.

INGREDIENTI: 250 grammi di ricotta di pecora – 250 grammi di petto di pollo – 50 grammi di parmigiano grattugiato – 100 grammi circa di pan grattato – 1 uovo – olio d’oliva – sale e pepe qb.  

PROCEDIMENTO: Macinare finemente i petti di pollo e mescolare insieme alla ricotta, all’uovo, a circa 30 grammi di pan grattato insieme al parmigiano. Aggiungere sale e pepe agli ingredienti e fare delle polpette da impanare e da friggere in olio d’oliva ben caldo. A fine cottura le polpette si potranno sfumare a piacere con un poco di vino bianco. Servirle tiepide accompagnate da una insalata di stagione.

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