GAROFANO VERDE – Scenari di Teatro Omosessuale, Rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco

(Teatro India – Roma, 28/30 settembre 2017)

Una simpatica prerogativa dei napoletani, a prescindere dal ceto sociale di appartenenza, è quella di esprimersi comunque nel proprio dialetto ben sicuri che le parole assumono un ruolo secondario, mentre invece il suono ed il gesto sono fattori sufficienti per una corretta comprensione da parte del soggetto interlocutore.

A chiusura di questa interessante Rassegna teatrale, Enzo Moscato, partenopeo doc, presenta il suo monologo a più voci Occhi Gettati, rivisitazione di un testo già elaborato dallo stesso attore-regista negli anni Ottanta e che ancora oggi, dopo tanti anni, riesce a conquistare il pubblico in sala. Al di là del racconto, spesso burlesco ma sempre amaro, Moscato riesce a trasformare la tragedia in divertimento grazie soprattutto al linguaggio espressivo utilizzato. Dopo i primi attimi in cui lo spettatore rimane disorientato da un frastuono di parole incomprensibili, improvvisamente lo stesso si trova dentro la situazione, partecipe di una realtà che, attraverso la finzione, si manifesta nella sua crudezza.

La storia dei tre trans, fermamente convinti ad affrontare una propria odissea pur di arrivare al passo definitivo e aggiustare la propria identità sessuale, se da un lato diverte per il susseguirsi di battute spassose, di contro ci presenta una quotidianità nella sua crudele tragicità. Ecco che l’attore-filosofo ci illumina con la sua napoletanità: unica arma per affrontare il dolore è quella di giocare con esso, imparando l’arte di convertire il dramma in farsa. E se ci si riflette sopra con attenzione ci si accorge che tutto questo è ciò che rende Napoli e i napoletani unici e amati in tutto il mondo, proprio per la leggerezza del loro essere.

data di pubblicazione: 1/10/2017


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