(Teatro Argentina – Roma, 3/15 dicembre 2019)

In Fronte del porto, in scena al Teatro Argentina di Roma dal 3 al 15 dicembre, Alessandro Gassmann dirige Daniele Russo e altri 10 attori in una riscrittura tratta dall’omonima opera di Schulberg e dalla sceneggiatura del celebre film di Elias Kazan (interpretato da Marlon Brando), curata da Enrico Ianniello, traduttore e autore dell’adattamento.

Rispetto alla versione originale ambientata nell’inferno della malavita portuale degli Stati Uniti degli anni ‘50, la vicenda è trasposta nella Napoli degli anni ’80 o meglio nel porto di Napoli, centro di interessi diversi, legali e illegali tra caporalato, soprusi e gestione violenta del mercato del lavoro, dove il sistema malavitoso sfrutta gli operai, gestendo il lavoro e condannandoli ad uno schiacciante silenzio.

Nessuno osa ribellarsi, nessuno osa denunciare per non pagare di persona: meglio vivi che eroi. Sono questi i pensieri di un padre (Bruno Tràmice) di fronte al cadavere del figlio, fatto precipitare dal tetto perché avrebbe denunciato i camorristi. E’ parte in causa di questo omicidio, suo malgrado, Francesco Gargiulo (un veramente bravo Daniele Russo), combattuto tra la fedeltà al fratello, braccio destro del boss (Edoardo Sorgente) e l’amore per la sorella della vittima (Francesca De Nicolais).

Sin da subito si delinea la divisione tra i personaggi sulla scena: da un lato le vittime del sistema ovvero la famiglia e gli amici di Giuseppe, sottomessi al sistema ma non tutti rassegnati, come Don Bartolomeo (Orlando Cinque) parroco del quartiere e dall’altro lato i cattivi ovvero Giggino Compare e i suoi scagnozzi. Gargiulo è in mezzo tra le continue richieste di favori richiesti dal fratello, fatti di pestaggi e appostamenti e il crescente amore per Francesca a cui vorrebbe raccontare la verità sulla morte del fratello, in cui è stato lui stesso coinvolto. Dovrà alla scegliere il percorso più difficile e doloroso. La dignità alla fine finirà per prevalere unitamente al desiderio di giustizia, legalità e libertà. Fronte del Porto diventa così la voce del riscatto di una comunità che ricerca l’onestà e la verità ma anche di una Napoli degradata che sa risollevarsi proprio con gli umili, guidati anche dalla voce di un Vangelo che predica il coraggio e rivendica la coscienza della propria dignità per sé e per gli altri.

Lo spettacolo è decisamente interessante, recitato in uno slang napoletano misurato ed efficace che cattura l’attenzione del pubblico sin da subito grazie al profondo lavoro realizzato da Enrico Ianniello. Alessandro Gassman ha composto la regia usando in maniera intelligente luci, ombre,  musiche ed un impianto scenografico veramente di grande effetto, ma soprattutto lavorando sulla caratterizzazione dei personaggi e del quadro di insieme (molto bravi tutti gli attori) regalandoci un affresco della vita del porto malinconico e doloroso, ma al contempo pulsante di vita e di speranza. Applausi meritati.

data di pubblicazione:10/12/2019


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