(Teatro di Carbognano, 5 maggio 2019; Teatro Sistina – Roma 10/19 maggio 2019)

Il mood di La Ginestra funziona ancora. One man show condito dall’apprezzabile professionalità dei ragazzi dell’Accademia di Teatro del Sistina.

Efficace il pretesto di insegnare la vita e i primi rudimenti del teatro ai giovani per un’immersione autobiografica nel mondo di Michele la Ginestra. Dove tutto può apparire vero e contemporaneamente finto. Perché sempre di teatro parliamo. Però l’operazione funziona e confonde perché miscela meravigliosamente realtà e fantasia. Il vissuto dell’attore solista e dei suoi primordi con l’ingenuità e le domande dei ragazzi di diversa personalità che si abbeverano alla fonte della sua esperienza. Lo spettacolo ha toni leggeri ma attinge a un lirismo profondo nella rievocazione del distacco mortale dal padre. La Ginestra non scorda la lezione del Sistina perché lo spettacolo attinge a brani popolari (De Gregori anche) con le cadenze di un music hall in cui occorre saper cantare (in coro anche), ballare, gestire l’interazione con il protagonista principale. E l’interprete si offre con generosità attraverso una doppia replica che gli concede solo 45’ d’intervallo, dandosi senza respiro a un pubblico ricettivo di provincia, certo diverso da quello del Sistina che nelle repliche lo attendono dopo un’anteprima rodante. Il laureato in legge è enormemente a suo agio nell’arte dell’intrattenimento. Ironizza su sé stesso quando lo includono nella top fine degli interpreti del Rugantino che poi sono stati cinque in tutto. Allude al momento del definitivo lancio nella hit parade dei grandi interpreti leggeri. Una popolarità che è stata corroborata dalla pubblicità per una nota marca alimentare e dalle apparizioni felici in programmi di intrattenimento gastronomico. Feroce la critica al mondo virtuale dello smartphone che ha fatto perdete l’immediatezza e la spontaneità giovanile a un’intera generazione. Ma non è mai troppo tardi per ravvedersi anche attraverso la leggerezza di uno spettacolo che fa riflettere sorridendo. Come nelle corde del protagonista che ti fa immergere nelle pieghe di un convincente ragionamento espresso con grande empatia.

data di pubblicazione:06/05/2019


Il nostro voto:

 

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