In un’epoca cinematografica segnata dai grandi ritorni, esce in sala il settimo capitolo della longeva e fortunata “saga” di Rocky Balboa. In realtà Creed – Nato per combattere di Ryan Coogler vede come protagonista Adonis (Michael B. Jordan), il figlio illegittimo del grande campione Apollo che, come il più fedele pubblico saprà, si era battuto onorevolmente con lo stallone italiano in Rocky e Rocky II, per poi cadere sul ring per mano del temibile russo Ivan Drago in Rocky IV.

L’infanzia di Adonis è segnata da dolorosi abbandoni: dopo la morte del padre avvenuta prima della sua nascita, Adonis perde anche la madre e si ritrova a fare i conti con assistenti sociali, case-famiglia e riformatori. Del carattere superbo, orgoglioso e sicuro di Apollo il “baby Creed” ha ben poco, ma non gli manca quella voglia viscerale di combattere che lo spinge a intraprendere la dura strada del pugilato.

In cerca di una famiglia ma soprattutto di realizzazione, cominciano a susseguirsi gli incontri: da quelli più significativi con la mamma adottiva (Phylicia Rashād), con l’affascinante vicina di casa, con lo “zio” Rocky che rappresenta il più stretto legame con il mai conosciuto padre a quelli più duri sul ring.

Creed – Nato per combattere contiene molti richiami a scene emblematiche delle precedenti pellicole, anche se rimaneggiati in chiave moderna come ad esempio la corsa del giovane atleta che invece di essere seguito da una folla di bambini è accompagnato da adolescenti in sella a rombanti moto. Del tutto nuova e originale è la presentazione dei diversi pugili con cui il protagonista si incontra-scontra la quale avviene tramite schede illustrative delle loro carriere.

Ciò che maggiormente colpisce del film rimane pur sempre la “vecchia roccia”, Rocky che, sebbene non protagonista dell’arena, resta un valoroso combattente, dovendo fronteggiare le conseguenze che l’inesorabile scorrere del tempo comporta. L’interpretazione di Sylvester Stallone è toccante, riuscendo a riportare in scena il personaggio che ha fatto innamorare il grande pubblico più che per le vittorie ottenute per il grande cuore e per la saggezza che solo gli uomini umili e semplici riescono ad avere.

Per gli affezionati si tratta di un appuntamento da non perdere non solo per la nostalgica voglia di veder indossare nuovamente i guantoni, ma soprattutto per il coinvolgimento che il film riesce a creare. Per il nuovo pubblico, invece, si presenta l’occasione di conoscere grandi nomi del pugilato cinematografico e di riscoprire vecchi valori quali l’amore per la propria famiglia, l’attaccamento alle proprie radici e l’importanza di impegnarsi nella vita, anche e soprattutto quando si tratti di “riscrivere la storia” onorando il nome di un padre campione, Creed.

data di pubblicazione 17/01/2016


Scopri con un click il nostro voto:

Share This