TAXXI di Gérard Pirès, 1998

TAXXI di Gérard Pirès, 1998

Daniel Morales (Samy Naceri) da fattorino in una pizzeria diventa un tassista guidando, in maniera molto spericolata, la sua Peugeot truccata per le strade di Marsiglia.
L’imbranato poliziotto Emilien (Frédéric Diefenthal), perdutamente innamorato della bella collega Petra (Marion Cotillard), un giorno si trova per caso sul taxi di Daniel riscontrando la sua guida a dir poco temeraria che in poco tempo lo fa incorrere a diverse gravi infrazioni stradali.
Il poliziotto a questo punto coinvolge Daniel nell’inseguimento per la cattura di una banda di ladri tedeschi offrendo in cambio il suo aiuto per evitargli la perdita della licenza e quindi del suo lavoro.
Il film, diretto da Pirès, con soggetto e sceneggiatura di Luc Besson, risulta molto gradevole e ha avuto molto successo nelle sale francesi e nel mondo, raggiungendo un inaspettato record di incassi e ottenendo due premi César per il miglio montaggio ed il miglior sonoro.
Marsiglia, con il suo sole ed i suoi sapori decisi, ci suggerisce questa ricetta: zuppa di finocchi e marroni alla provenzale.

INGREDIENTI: 500 grammi di castagne – 1 kg di finocchi – 100 grammi di fichi secchi- 250 grammi di panna da cucina – peperoncino – preparato per brodo – sale e pepe q.b.
PROCEDIMENTO: pulire e tagliare i finocchi in fettine sottili e farli cuocere in un brodo ristretto. Bollire a parte le castagne, pelarle e passarle a setaccio in modo tale da ottenere una purea omogenea. Aggiungere quindi le castagne e i fichi secchi a pezzetti ai finocchi insieme alla panna in modo da ottenere una zuppa densa e vellutata, aggiungere un poco di peperoncino, sale e pepe q.b.
Servire la zuppa calda accompagnata, se si preferisce, da crostini di pane.

UN BOSS IN SALOTTO di Luca Miniero, 2014

UN BOSS IN SALOTTO di Luca Miniero, 2014

Cristina (Paola Cortellesi) con il marito Michele (Luca Argentero) e i due figli Vittorio e Fortuna, vive la propria vita tranquilla a Bolzano cercando, con tutti i modi possibili, di nascondere in società le proprie origini meridionali.
Un giorno la sua esistenza viene sconvolta dalla notizia che suo fratello Ciro (Rocco Papaleo) è rimasto coinvolto in un processo della camorra ed ha chiesto, in attesa della sentenza, di trascorrere gli arresti domiciliari in casa della sorella.
A questo punto si verranno a generare tutta una serie di situazioni e di sotterfugi, da parte di Cristina, proprio per arginare la disgrazia venuta a turbare la sua vita e quella della sua famiglia.
Alla fine si scoprirà che Ciro non è altro che un ladruncolo sfigato che non ha nulla a vedere con la malavita organizzata camorristica.
Luca Miniero, dopo il successo di Benvenuti (al sud e poi al nord), si è lasciato tentare ancora una volta di portare in scena la contrapposizione tra meridione e settentrione d’Italia, con un film a tratti divertente a tratti banale, tutto giocato sulla bravura di Paola Cortellesi e di Rocco Papaleo, quest’ultimo abbastanza credibile nella figura grottesca attribuitagli dal regista.
Questo film, molto apprezzato dal pubblico, dal sapore tutto nordico ci suggerisce una ricetta semplice, ma d’effetto: rollò di pasta con ricotta e spinaci.

INGREDIENTI: 500 grammi di farina – 5 uova –250 grammi di parmigiano grattugiato – una noce moscata grattugiata – 200 grammi di burro – 600 grammi di spinaci – 500 grammi di ricotta fresca – sale e pepe q.b.
PROCEDIMENTO: Lavorare bene la farina con quattro uova ed un pizzico di sale e lasciare riposare l’impasto per un’ora in frigorifero. Procedere intanto alla preparazione del ripieno, prima cuocendo gli spinaci e poi, dopo averli strizzati bene, mescolandoli a pezzetti con la ricotta, il parmigiano, la noce moscata, un uovo ed un poco di pepe.
Dall’impasto ricavare due quantità uguali e quindi stendere due sfoglie omogenee e di forma rotonda, a questo punto distendere bene il ripieno, arrotolare e sigillare gli estremi in modo da ottenere due rollò uguali e ben chiusi. Avvolgere i singoli rollò in due tovaglioli bianchi, legare gli estremi e fare cuocere in acqua bollente e salata per circa mezz’ora. A questo punto il rollò va tagliato a fette e servito con burro fuso e parmigiano abbondante.

SATURNO CONTRO di Ferzan Özpetek, 2007

SATURNO CONTRO di Ferzan Özpetek, 2007

Secondo gli astrologi Saturno è il pianeta che quando è “contro” porta rotture, cambiamenti, nuovi incontri, dai quali inevitabilmente se ne esce cambiati. Saturno contro, famoso lungometraggio di Ferzan Özpetek, parla della storia d’amore tra Davide (Favino) e Lorenzo (Argentero), compagni nella vita che amano condividere la loro esistenza con un affiatato gruppo di amici “è questo il bello dell’amiciziacapire le esigenze dell’altro ed esaudirle prima ancora che te lo chieda.” Durante una delle tante cene nella bella cucina della loro abitazione romana, Lorenzo ha un malore: entra in coma e poi muore. Sulla panca dell’obitorio dell’ospedale, questa specie di “famiglia” che ruota attorno alla coppia, si ritroverà a fare i conti non solo con la perdita di una sorta di congiunto e con le difficoltà ad accettarla, ma soprattutto ognuno di loro imparerà ad affrontare le proprie paure e debolezze, fatta eccezione per la fragile Roberta (Angiolini): “nessuno vorrebbe essere come me. Neanche io”. In Saturno contro Ambra Angiolini, al suo debutto sul grande schermo, vince il David di Donatello come miglior attrice non protagonista, mentre Luca Argentero, già apparso in qualche fiction dopo aver preso parte alla terza edizione del Grande Fratello, pur avendo già debuttato al cinema l’anno prima, sarà grazie ad Özpetek che avrà il primo vero ruolo importante. Bellissima la colonna sonora, come sempre nei film di Özpetek, che vanta brani di Gabriella Ferri e Carmen Consoli, mentre è di Neffa il brano principale intitolato Passione. Parte del film è girato nell’appartamento del regista ed in particolare nella sua cucina; è proprio questo particolare che ci ispira la ricetta di un contorno di patate saporite, facile e veloce, da preparare per una cena tra amici mentre si chiacchiera amabilmente con loro. 

INGREDIENTI: 400 gr di patate novelle – pangrattato q.b. – qualche foglia di menta – salvia e rosmarino q.b.– qualche rametto di timo – un peperoncino secco piccante – olio extravergine di oliva q.b. – sale q.b. – 3 cucchiai di parmigiano reggiano

PROCEDIMENTO: 

Lavate bene le patate, meglio se novelle, e tagliatele a fette di 3 millimetri circa. Fate quindi un trito di erbe aromatiche con il pangrattato e mescolate il tutto con il parmigiano reggiano e il peperoncino frantumato. Mescolate le patate in una teglia insieme al trito, uno spicchio d’aglio, sale e abbondante olio extravergine di oliva. Adagiatele quindi in una leccarda foderata di carta da forno mettendo in superficie il trito che sarà rimasto sul fondo della teglia dove le avete fatte insaporire; quindi fatele cuocere in forno a 180° per circa 30/40 minuti e poi accendete il grill per altri 5 minuti, fino a quando le patate saranno ben dorate. Questo contorno è l’abbinamento ideale per un arrosto.

LEZIONI DI CIOCCOLATO di Claudio Cupellini, 2007

LEZIONI DI CIOCCOLATO di Claudio Cupellini, 2007

Interpretato da Violante PlacidoLuca Argentero, e Neri Marcorè, Lezioni di cioccolato è una commedia romantica ambientata a Perugia, dove il geometra Mattia Cavedoni (Argentero), titolare di una piccola impresa, esercita la sua attività più o meno “legalmente”. Un giorno uno dei suoi operai, l’egiziano Kamal, ha un incidente in cantiere cadendo da un tetto per la mancanza del ponteggio; non muore, ma si rompe entrambe le braccia. L’uomo, che stava lavorando in cantiere rigorosamente in nero, nel suo paese d’origine era in realtà un pasticcere e doveva partecipare di lì a poco ad un corso presso una famosa ditta di cioccolato del posto conosciuta in tutto il mondo: il premio finale era un finanziamento per aprire una cioccolateria e sistemarsi definitivamente in Italia. Mattia baratterà l’inevitabile denuncia con la partecipazione sotto falsa identità al corso, prendendo il posto dello sventurato Kamal.

Il vero protagonista di questa pellicola è il cioccolato: eccovi una ricetta di biscottini a base di cioccolato fondente.

INGREDIENTI: 110 gr di farina “00” per dolci (quella per dolci arricchita con amido di frumento) – 100gr di cioccolato fondente 70% (almeno!) – 40gr di zucchero semolato – 1 uovo – 1 pizzico di sale- 50gr di burro – 15 gr di cacao amaro – la buccia grattugiata di 1 arancia – uno spicchio di scorza d’arancia candita – 1/2 bustina di lievito per dolci – zucchero a velo qb

PROCEDIMENTO:Fate preriscaldare il forno termo-ventilato a 160° e fate in modo che sia ben caldo quando infornerete i biscotti.Spezzettare il cioccolato e farlo sciogliere assieme al burro a bagnomaria, mescolando bene; una volta sciolto, aggiungere lo zucchero semolato continuando a girare per fare intiepidire il tutto.Quando sarà il tutto tiepido, continuando a mescolare aggiungete la buccia grattugiata dell’arancia (senza la parte bianca), l’arancia candita tagliata a cubetti, il pizzico di sale e l’uovo. Infine, aggiungere farina, la ½ bustina di lievito ed il cacao amaro, setacciandoli insieme: mescolare energicamente, amalgamando bene senza creare grumi. Foderare una placca da forno con carta da forno, preparate delle palline, passatele nello zucchero a velo e posizionatele un po’ distanziate tra di loro sulla placca oppure, se non volete usare la carta da forno, mettete le palline dentro dei pirottini di carta che si usano per i cioccolatini. Infornare per 15 minuti scarsi e sfornare quando sulla superficie dei biscotti si saranno formate delle piccole crepe e la superficie sarà un po’ solida. Dopo qualche minuto, spostarli su di una grata per farli freddare bene.

NAPOLI NAPOLI NAPOLI  di Abel Ferrara, 2010

NAPOLI NAPOLI NAPOLI di Abel Ferrara, 2010

Film documentario del regista Abel Ferrara, nato nel Bronx ma con origini campane: un ritratto molto crudo e realistico di una città complessa come Napoli, l’immagine di una metropoli e delle sue innumerevoli sfaccettature e contraddizioni, dove realtà e finzione sembrano confondersi.

Notevoli e d’effetto le interviste alle donne recluse nel carcere di Pozzuoli dove si tocca con mano quello che di umano e nello stesso tempo di inafferrabile emerge e dà il vero senso delle loro vite.

Cos’è la camorra?, dice una di loro, la camorra siamo noi…

Il film non sembra ber riuscito, nonostante le buone intenzioni del regista, e fu stroncato dalla critica che manifestò una certa indifferenza mentre il pubblico, pur con un certo scetticismo, mostrò invece un certo interesse.

Napoli ci suggerisce una ricetta molto semplice che è lo spezzatino genovese, ma che con la città di Genova non ha proprio niente a che fare.

INGREDIENTI: 1 kg di spezzatino di manzo – 3 kg di cipolle bianche – olio sale e pepe q.b. – olio d’oliva – un bicchiere di vino bianco – brodo caldo.

PROCEDIMENTO: Soffriggere per 5 minuti una parte delle cipolle insieme allo spezzatino, sfumando con il vino bianco. Una volta che la carne risulta appena rosolata aggiungere il resto delle cipolle e coprire il tutto con acqua o brodo, insaporendo con sale e pepe. Lasciare cuocere per almeno 5 ore a fuoco lentissimo, aggiungendo via via dell’acqua se necessario. Con il condimento ottenuto si può anche condire la pasta con abbondante parmigiano grattugiato.

BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero, 2010

BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero, 2010

“Quando un forestiero viene al Sud piange due volte, quando arriva e quando parte”. Il direttore di un ufficio postale della Brianza (Claudio Bisio), si vede rigettare la domanda di trasferimento a Milano; decide di fingersi disabile per tentare di ottenere l’agognato posto e rimanere con moglie (Angela Finocchiaro) e figlio nel capoluogo lombardo. Ma il suo stratagemma alquanto maldestro viene prontamente scoperto, e per punizione l’uomo viene trasferito nella parte opposta del Paese, a dirigere l’ufficio di un piccolo paese in provincia di Salerno. Nonostante i radicati pregiudizi e le pazzesche precauzioni che Alberto prende prima di partire verso la nuova destinazione, una volta giunto a destinazione ben presto finisce per apprezzare le bellezze e le abitudini del paesino campano, ambientandosi allo stile di vita locale. Benvenuti al Sud di Luca Miniero è la versione italiana del film francese Giù al Nord, ed è stato realizzato nella prima parte con la tecnica shot-for-shot in quanto ripercorre la stessa trama ed anche molti dei dialoghi sono simili all’originale francese; nella seconda parte, invece, molte situazioni sono state aggiunte, modificate o cambiate per renderle più aderenti agli stereotipi italiani. Le riprese del film, ci mostrano in particolar modo il borgo medievale di Castellabate, mentre le frazioni marine sono luoghi rientranti nel Parco nazionale del Cilento. Non potevamo che accostare a questo film la nostra personale ricetta di parmigiana di melanzane.

INGREDIENTI (quantitativo solo indicativo): – 1 kg di melanzane – sugo di pomodoro fresco – 1 carota, 1 costa di sedano, 1 piccola cipolla e tanto basilico – 3 etti di parmigiano grattugiato – 1/2kg minimo di mozzarella di bufala – olio di arachidi per friggere.

PROCEDIMENTO: tagliate longitudinalmente le melanzane, del tipo estivo che non hanno bisogno di essere messe a scolare con del sale grosso perché già dolci; friggete le fette di melanzane in olio di arachidi ben caldo, e mettetele a scolare in un colino a trama larga e subito dopo su di un piatto con carta assorbente, avendo cura di cambiarla un paio di volte in modo da assorbire tutto l’olio in eccesso. Mentre friggiamo, mettiamo a fare un sugo di pomodoro fresco con basilico, sedano, carota e cipolla; quindi passiamolo e facciamolo freddare. Tagliamo la mozzarella a cubetti, dopo averla fatta stare nel frigo scoperta per almeno una giornata: è importante per far sì che non tiri fuori troppa acqua in cottura. Attenzione: per i puristi, la mozzarella di bufala non è adatta per costruire una parmigiana perché per sua natura non dovrebbe mai essere cotta e tantomeno messa in frigorifero, pertanto consigliano la mozzarella vaccina. A ciascuno la libertà di scelta.

Cominciamo quindi a fare gli strati di melanzane, sugo, mozzarella, foglie di basilico fresco e parmigiano. Terminare con uno strato di melanzane, sugo e parmigiano. Infornare a 180° per 20/30 minuti. Tirare fuori e far riposare con un panno poggiato sopra a coprire; consumare tiepida.