NAVIGANTI NELLE TENEBRE di Carlo Mazza – Edizioni E/O, 2018

NAVIGANTI NELLE TENEBRE di Carlo Mazza – Edizioni E/O, 2018

Nel 2012 Massimo Carlotto presentò la nuova collezione Sabot/Age per l’editrice E/O spiegando che il genere noir può essere uno strumento utile per riuscire a leggere la realtà; la collezione è dedicata alle storie che non si raccontano più, storie di degrado della società italiana. Tra i primi due scrittori scelti per la pubblicazione ci fu Carlo Mazza col suo Lupi di fronte al mare.

Oggi Carlo Mazza ha pubblicato il suo terzo libro Naviganti delle Tenebre ambientato sempre a Bari, città meticcia e contraddittoria, dove ancora una volta il capitano Bosdaves dovrà risolvere l’ennesimo mistero: la scomparsa di una ragazza etiope, migrata in Italia nel ‘93.

L’autore è barese e la sua esigenza di realtà lo spinge ad ambientare a Bari le storie di degrado e sfruttamento di migranti costretti a prostituirsi e spacciare droga. Il racconto prosegue con stile asciutto ed essenziale, tra abissi di violenza e dolore, in una rappresentazione corale di personaggi legati tutti da avvenimenti drammatici passati.

Domina in molti il senso di colpa e il desiderio di espiazione, unitamente al sogno di fuga come soluzione per le proprie responsabilità. La fuga viene declinata in tutti i suoi aspetti, dal bisogno di fuggire in continenti altri, alla fuga da fermi che sarà la drammatica soluzione di alcuni.

Gli avvenimenti descritti rappresentano una realtà ormai troppo compromessa per far sperare in un lieto fine e lo stesso atteggiamento di sfiducia e pessimismo si riflette nell’impostazione mentale del protagonista, il capitano Bosdaves.

Scrupoloso nel suo lavoro, complice con gli amici maschi, bipolare, non sa relazionarsi però con le donne e in particolare con la moglie. Ama l’idea della famiglia ma la vive solo come luogo in cui trovare consolazione, di ritorno dal lavoro, e ricevere senza dare. Non riesce a capire quando e perché è entrato in crisi il rapporto con la moglie, non ha pazienza, capacità di ascolto o attenzione all’altra.

Il finale di questo noir fa intuire che, in assenza di accoglienza e integrazione, non ci sarà speranza né per Bari, città rappresentativa di una realtà più vasta, né per i rapporti interpersonali.

Tutti potenziali incontri-mancati come quello descritto nel capitolo quarto del Cantico dei Cantici.

Lo stesso patrono della città San Nicola, emblema di fratellanza tra popoli e di messaggio di salvezza rischia di annegare tra i flutti torbidi del mare nostrum sempre più luogo di morte.

data di pubblicazione:12/07/2018

LA STRADA E’ UN LIBRO APERTO di Andrea D’Urso – Vydia editore, II edizione 2018

LA STRADA E’ UN LIBRO APERTO di Andrea D’Urso – Vydia editore, II edizione 2018

Un libro funerario? Tutt’altro. Un libro di sana e goliardica allegria anche se la sinossi può ingannare. Apparentemente è un tema caro a Foscolo e alla letteratura nederlandese l’archeologia delle tombe, il viaggio filosofico-esistenziale verso i sepolcri dei personaggi importanti della formazione intellettuale. Ma per D’Urso, poeta tellurico, è solo il pretesto per parlare della vita di tutti i giorni, spiccatamente anche di sé o, meglio, di un quarantenne apparentemente senza arte né parte che però ha bisogno di punti di riferimenti letterari. Non necessariamente scrittori famosi ma gli autori che hanno contribuito alla sua formazione. Si direbbe un bildungsroman on the road. Così l’aspetto funebre viene riscattato da un “palazzeschiano” divertimento nel girare l’Italia, l’Europa e il mondo alla ricerca di cippi funebri, di consistenti libri e intellettualità in valutazione ma anche di amici d’occasione che possano ospitarlo. Letteratura, saggistica? Un libro che sfugge a ogni tentativo di catalogazione anche autobiografica. Fuori dagli schemi, simpaticamente e stagionalmente. Perché adatto all’estate. Non è vero che forse prima o poi tutti noi dobbiamo confrontarci con la morte? E se volete sapere chi sono i punti di riferimento di questo percorso possiamo citare scrittori fuori moda come Guido Morselli, Dolores Prato, Cristina Campo. Ma anche Premi Nobel come Wislawa Szymborska. Scelte personali dell’autore: motivate! Spesso biografie deraciné, vite che si sono concluse con un suicidio ma non per questo letterariamente meno ammirevoli. Se ci lasciamo prendere per mano da D’Urso ci accorgeremo che il percorso del viaggio – le sue modalità – risulta, risultano più interessanti del punto d’arrivo. L’uomo, l’autore è anche quello che sceglie, sbaglia, seleziona, contraddice. Nela letteratura così come nella vita. E se vi convince il D’Urso narratore potete anche scoprire il poeta ironico e disilluso.

data di pubblicazione:11/07/2018

IL GIORNO DEI LORD di Michael Dobbs – Fazi 2018

IL GIORNO DEI LORD di Michael Dobbs – Fazi 2018

Non sapevo che Michael Dobbs fosse l’autore della famosissima serie House of Cards, l’ho letto solo perché intrigata dalla trama, una volta finito ed estremamente apprezzato, ho capito anche il perché del grande successo della serie che fu con Kevin Spacey.

La trama è semplicissima: è il giorno del State Opening of Parliament, la cerimonia di apertura del Parlamento inglese, evento al quale la Regina Elisabetta non ha mai mancato un appuntamento, tranne che per la nascita di due dei suoi figli.

Tutte le tradizioni sono state fedelmente seguite: i Beefeter, le guardie della torre di Londra, hanno ispezionato le cantine del Palazzo di Westminster per essere sicuri che non avvenga una nuova “Congiura delle polveri” come accadde nel 1605, l’”ostaggio cerimoniale” è stato trasferito a Buckingham Palace, in modo che si possa garantire la sicurezza della sovrana nel momento in cui entra in Parlamento che, potenzialmente, le potrebbe essere ostile. Lo Stendardo Reale prende il posto della Bandiera del Regno Unito per significare che la Regina è nel Palazzo.

Sono presenti, oltre alla Regina Elisabetta, suo figlio Carlo, principe del Galles, tutti i membri della Camera dei Comuni e di quella dei Lord, il Primo ministro e tutti i Ministri del Regno e il potere giudiziario rappresentato dai Giudici di Sua Maestà; come ospiti sono presenti anche il figlio del Primo ministro e il figlio della Presidente degli Stati Uniti d’America.

Elisabetta II “abbassò gli occhiali sul naso, scrutando la sala: e tutti e trecentosessantadue gli ospiti lì riuniti ricambiarono il suo sguardo. «Miei Lord e membri della Camera dei Comuni, il mio governo…» S’interruppe…” Un gruppo di terroristi armati ha preso in ostaggio l’intera Camera dei Lord, le telecamere della BBC trasmettono in diretta tutto quello che accade all’interno, lasciando la Gran Bretagna e il mondo intero con il fiato sospeso; iniziano 24 ore lunghissime durante le quali la polizia metropolitana, Tricia Willcocks, Primo ministro ad interim, e il parlamentare Harry Jones, ex militare della SAS, faranno di tutto per liberarli.

Assolutamente adrenalinico, la storia si dipana a un ritmo serrato e con estrema suspense i personaggi sono estremamente ben costruiti e i flashback che ci regala Dobbs sono fondamentali per imparare a conoscere la loro psiche; ho amato la Regina Elisabetta, l’autore l’ha descritta esattamente come immaginavo che si sarebbe comportata in un frangente simile, da donna energica, caparbia, che non si scompone davanti a nulla, assolutamente legata alle tradizioni del suo ruolo ed estremamente amata dal suo popolo.

Il subplot sulla vita di Harry Jones ci fa ben sperare per i prossimi romanzi di Dobbs.

Visto il periodo estivo non posso che consigliare di mettere questo libro in valigia!!!

data di pubblicazione:09/07/2018

SONNY LISTON, IL CAMPIONE CHE DOVEVA PERDERE CONTRO ALI’ di Maurizio Ruggeri –Minerva editore, 2018

SONNY LISTON, IL CAMPIONE CHE DOVEVA PERDERE CONTRO ALI’ di Maurizio Ruggeri –Minerva editore, 2018

Dimenticato dalla storia come un Carneade che sia sacrificato per un compito più grande: fare spazio al mito di Cassius Clay poi Muhammad Alì. Ma Sonny Liston, perito per droga nel 1970 all’età ipotetica di 38 anni, è il protagonista di incontri dubbi e discussi con il campionissimo. Match probabilmente indirizzati a suo sfavore dalla mafia di Frankie Carbo, anche considerando che i bookmakers quotavano 7 1 l’incontro. Da campione in carica sfida il giovane fenomeno che danza sul ring ma mette a segno pochi colpi. Si tratta un match equilibrato ma, a sorpresa, Liston abbandona all’inizio della settimana ripresa per un dolore alla spalla. Non c’è frattura, non è un grave infortunio ma tanto basta per decretare l’ammain’arm di uno dei più spaventosi picchiatori del ring. Né più brillante è la rivincita dove Liston pur essendo favorito crolla inebetito al tappeto con una pessima simulazione già dalla prima ripresa per un colpo che viene subito definito fantasma. Il libro è affascinante perché da quel rematch fa partire le due diverse storie. L’epopea di Alì, affiliato ai Musulmani neri, impossibilitato a combattere per quattro anni mentre Liston scivola progressivamente nell’anonimato. Per rifarsi una verginità va a combattere il Svezia dove il suo pugno continua a far male. Inseguendo invano una possibile rinascita. Dubbi i suoi incontri e dubbia pure la sua morte perché sembra che abbia iniziato a fare fastidio la sua pretesa contrattuale di ricevere, come pattuito il 10% dei proventi degli incassi dei successivi match del campione in carica. Dunque la morte per overdose sarebbe una montatura inscenata ad arte per depistare le indagini. Di questo campione sfortunato, pluri-detenuto, odiato dai bianchi, rimane un record di tutto rispetto: 54 incontri con 50 vittorie e 39 successi per ko. Ruggeri ama i dubbi e i perdenti e sollecita persino incertezze sulla reale data di nascita di Liston che potrebbe essere stata contraffatta addirittura di quattro anni.

data di pubblicazione:01/07/2018

RESTO QUI di Marzo Balzano – Einaudi, 2018

RESTO QUI di Marzo Balzano – Einaudi, 2018

Resto qui è uno dei candidati allo Strega 2018, il 13 giugno sapremo se sarà riuscito a superare la prima votazione…

La copertina è emblematica e straziante: quel campanile è tutto quello che resta dei paesi di Curon e Resia dopo che vennero abbattute e sommerse le case che erano parte della storia di quella valle, a causa della costruzione del bacino artificiale per la produzione di energia elettrica. Il campanile romanico del XIV secolo non venne abbattuto perché sotto tutela storico-artistica e da più di 50 anni è l’unico baluardo a ricordare che lì, un tempo, vivevano centinaia di persone con le loro storie, i loro ricordi, i loro amori e dolori.

Ma il libro non è solo la storia degli interessi politico economici che distrussero quei paesi, è la storia della violenza della guerra, dell’impotenza della parola, dell’abbandono e del tradimento.

Per me è stata un’opera sorprendente e nello stesso tempo estremamente commovente.

L’io narrante è Trina che, con il suo racconto, ci riporta indietro fino al 1923 nel paese di Curon in Val Venosta, Sudtirolo. È il primo vero momento di sofferenza per questa comunità di montanari: “In quelle valli di confine, la vita era scandita dai ritmi delle stagioni. Sembrava che quassù la storia non arrivasse. Era un’eco che si perdeva. La lingua era il tedesco, la religione quella cristiana, il lavoro quello nei campi e nelle stalle”.

L’avvento del fascismo ha imposto loro come prima lingua quella italiana: “I fascisti intanto occupavano non solo le scuole, ma i municipi, le poste, i tribunali. Gli impiegati tirolesi venivano licenziati in tronco e gli italiani appendevano negli uffici cartelli con scritto Vietato parlare tedesco e Mussolini ha sempre ragione. Imponevano disposizioni di coprifuoco, le adunate il sabato pomeriggio per il passaggio del podestà, le loro feste comandate”. All’improvviso centinaia di persone, intere famiglie, si sono ritrovate senza lavoro, licenziate perché non di lingua italiana e sono stati sostituiti con personale che arrivava dal Veneto, dal Trentino, dalla Sicilia…

Trina prosegue nel suo racconto, la vediamo diventare moglie, sposa Erich Hauser e madre di Michael e Marica, immobili nella loro vita fatta di gesti che si ripetono da centinaia di anni sempre uguali irrompe l’imponderabile: la figlia scompare, di lei resta solo una lettera in cui la bambina spiega di essere andata via volontariamente, con la zia, dirette verso la Germania nazista che si prepara a coprirsi di gloria.

Nella vita di Trina la tristezza si aggiunge alla tristezza, dolore a dolore, Erich viene arruolato nell’esercito e parte per la Seconda Guerra Mondiale, rientrerà dopo mesi di silenzio per una breve convalescenza, alla fine della quale si darà alla fuga sulle sue montagne, disertore da una guerra che non lo riguarda; Trina lo seguirà nella fuga verso la salvezza che si trova al di là del confine svizzero, soffrendo con lui, e con altri sventurati come loro, la fame, la paura e il freddo dello spaventoso inverno sulle Alpi.

Tuttavia non arriveranno mai in Svizzera, la fine della guerra li riporterà al loro maso a Curon, ma non potranno riprendere la loro vita, perché all’orizzonte si profila una nuova battaglia contro un nuovo mostro: il progetto della costruzione di un bacino artificiale che la Montecatini vuole riprendere a costruire e che minaccia tutto il paese. Erich ne farà la sua ragione di vita, combattere per salvare la sua valle, organizzerà comitati, Trina scriverà lettere a suo nome per perorare la loro causa, arriveranno fino al Papa e a De Gasperi, al loro fianco manifesteranno tutti i valligiani ma tutto sarà inutile.

Sarà l’atto finale, l’apoteosi di una vita costellata dalle persecuzioni linguistiche, dalla perdita della figlioletta, dalla crudeltà della guerra, e alla fine dalla perdita della propria terra, delle proprie radici, della propria storia.

data di pubblicazione:25/06/2018

VISTO SI STAMPI di Gabriele Sabatini – Italosvevo edizioni, 2018

VISTO SI STAMPI di Gabriele Sabatini – Italosvevo edizioni, 2018

Gabriele Sabatini ci regala queste pagine che costituiscono una vera chicca nel panorama editoriale perché, per chi ama i libri e per chi vive con e di libri (l’autore è editor per la Carocci editore), è un reale piacere parlare di come si arriva alla pubblicazione di un testo, di tutto quello che c’è dietro: la lettura delle bozze da parte degli amici, i tagli del testo apportati dall’editore, la scelta del titolo più adatto a rappresentare il volume ma anche a renderlo appetibile per il pubblico.

Sarà sicuramente interessante per tutti leggere questo libro, un po’ come scostare un sipario e guardare gli attori che provano prima di andare in scena, un racconto delle vicende che hanno circondato i libri di autori che sono delle pietre miliari della nostra letteratura, di cosa è accaduto, sia prima che dopo, la loro pubblicazione.

Sabatini ci presenta nove vicende editoriali, dalla travagliata pubblicazione di Viva Caporetto! di Curzio Malaparte, alle ultime correzioni apportare a Tempo di uccidere di Ennio Flaiano, che non vengono effettuate perché si sarebbe saltato il turno dal tipografo, all’amara vittoria del premio Strega della Ragazza di Bube di Cassola e uno via l’altro per le vicende che accompagnano la vita dei libri di Pratolini, Chiara, Brancati, Rigoni Stern e Berto.

L’ultimo capitolo è dedicato alla nascita della casa editrice Longanesi, alla storia personale di Leo Longanesi, delle sue scelte editoriali, del suo fiuto: “secondo Montanelli, Longanesi non leggeva i libri, però sapeva annusarli…”, fino alla separazione avvenuta nel 1956.

La scrittura di Sabatini è godibilissima, piacevole, pulita ed è un vero piacere leggerlo.

Assolutamente da leggere, da parte di tutti coloro che amano i libri!!!

Sabato prossimo, 23 giugno alle 21.30 l’autore presenterà il libro nei giardini di Castel Sant’Angelo nell’ambito della manifestazione “Letture d’estate”.

data di pubblicazione:18/06/2018

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