Parafrasando il titolo di un buon film ancora nei cinema, potremmo iniziare con Il Mistero Louise Penny. Come nel film, stiamo forse assistendo a giochi di marketing? Alla nascita indotta di un successo editoriale? … Un mistero! Un mistero di un’autrice 62enne molto conosciuta ed apprezzata in Canada e nei paesi anglofoni ma quasi sconosciuta in Italia. Una quasi sconosciuta da 6 milioni di copie di libri sulle inchieste di Armand Gamache, Ispettore Capo della Sureté del Quebec, dall’esordio nel 2005 ad oggi: 14 volumi dopo! Quasi sconosciuta perché, in realtà, della scrittrice erano già usciti per i tipi PIEMME due suoi romanzi nel 2013 e nel 2017, senza però suscitare interesse nel grande pubblico. Con la pubblicazione nella primavera scorsa da parte di EINAUDI di Case di Vetro (il 13° della serie) sembrerebbe invece essersi messo in movimento qualcosa che porta a prevedere, a breve, l’uscita di altri libri dell’autrice in una rincorsa, partendo dalla fine, a recuperare il tempo perduto.

La Penny lavora con mano lieve, il suo stile è scorrevole ed è capace, pur in un mix in cui le emozioni e le riflessioni prevalgono sull’azione, di mantenere la tensione narrativa fino alla fine. E’ sobria, misurata e meticolosa nello scrivere ed i suoi personaggi sono pieni di umanità, colorati e reali. L’Ispettore Gamache è un uomo non più giovanissimo, vecchio stampo anche se moderno, colto, attento ed attuale. E’ una forza tranquilla la cui bonomia è segnata da ben nascoste linee di tenebre che ne fanno un personaggio scettico ma sensibile al tempo stesso, che, più che l’azione, segue la logica deduttiva e, che più che le armi, preferisce usare la mente. Un mix di reminiscenze inglesi con Hercule Poirot, Sherlock Holmes e francesi con Maigret (non a caso siamo nel Quebec anglofrancese). Se ci si lascia andare alle atmosfere sospese nel tempo, del tutto desuete nei gialli attuali che sono invece ritmati dal succedersi incessante di azione e colpi di scena, se ci si lascia affascinare da come un’inchiesta possa svolgersi quasi con discrezione, senza grandi brividi e con storie un po’ fuori del comune ma sempre puntellate da buoni dialoghi e bei personaggi … si potrà anche finire con l’affezionarsi all’Ispettore Gamache.

Lo spunto di Case di Vetro è interessantissimo e stimolante: subito dopo la festa di Halloween una figura mascherata, nerovestita mette a disagio ed impaurisce gli abitanti, con la sua sola incombente e muta presenza nella piazza del piccolo idilliaco villaggio di Tre Pini, non lontano da Montreal. Lo spunto, al di là dell’incrociarsi di omicidi, di processi ed inchieste, ed alternarsi di presente e passato, serve a svelare fatti in cui la coscienza di tutti, Gamache compreso, sarà messa a nudo. Una riflessione sulla Legge, sulla Coscienza come valore supremo, sugli abusi e manipolazioni della Legge stessa, “Si può infrangere la Legge per una giusta causa?”. Tutt’attorno un microcosmo di personaggi che fanno da “coro” e da contraltare all’evolversi lento ma progressivo della suspense. Un buon polar con il gusto di una volta. Difficile però, dopo soli tre libri, e con 13 libri di ritardo, dire se la ricetta sia fresca oppure ripetitiva, ma gli ingredienti per il successo, sia pure a “ritmo di valzer lento”, ci sono tutti. Vedremo a breve.

data di pubblicazione:18/02/2020

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