Un libro che ha fatto molto scalpore in Israele. La decisioni di escluderlo dai programmi scolastici dei licei, perché avrebbe potuto “minare le identità separate di ebrei e arabi”, ha di fatto reso il volume un vero caso editoriale con un boom di vendite che nessuno si sarebbe potuto aspettare.

A New York è il secondo autunno senza le Torri; due ragazzi si incontrano e si innamorano.

Lei è Liat, una ragazza di Tel Aviv, figlia di ebrei iraniani, a NY con una borsa di studio; i suoi tratti, nella NY ferita e ancora sotto shock, la classificano come una “mediorientale” e quindi persona sospetta, tanto che l’FBI riceverà una segnalazione e si presenterà alla sua porta per verificare le sue credenziali.

Lui è Hilmi, un ragazzo di Ramallah che ha passato 4 mesi in carcere in Israele per aver disegnato delle bandiere palestinesi sui muri, ed è a NY per dipingere; molti dei suoi quadri rappresentano sempre lo stesso soggetto, un bambino che sogna il mare.

I due giovani si incontrano in modo fortuito: Liat ha un appuntamento con un amico che, impossibilitato ad avvertirla di un contrattempo, manderà al suo posto Hilmi.

È così che si conoscono, ed è così che piano piano inizia tra loro qualcosa di più di una semplice amicizia, qualche cosa che, tra mostre, feste e la paura di Liat che qualcuno possa vederli e avvisare la sua famiglia, sfocerà in amore.

Un “amore a tempo”, un amore con una data di scadenza quella che, come una scatola di corn flakes, è impressa sul biglietto che riporterà Liat a Tel Aviv.

Sono tutti e due consapevoli che non esiste un futuro comune per loro due.

Sono uniti dall’amore per la stessa terra, si scaldano nella gelida e nevosa primavera newyorchese al ricordo del loro caldo sole levantino, Liat parla con nostalgia del suo mare e Hilmi ascolta affascinato, perché il suo sogno è quello di poter vivere in riva a quel mare.

E quello stesso amore li separa. I continui tentativi di trovare una soluzione che possa far convivere sulla stessa amata terra due popoli che si odiano da decenni portano con sé solo litigi e discussioni.

Tra fasi alterne la loro storia va avanti fin quasi alla fine di maggio, quando Liat torna a Tel Aviv e Hilmi rientra a Ramallah per trascorrere l’estate. Fin quando, in un pomeriggio estivo, il fratello di Hilmi non telefonerà a Liat…

Leggendo questo libro si ha l’impressione di guardare un album fotografico, tante immagini si presentano ai nostri occhi e forse rallentano un poco il corso della storia così come i troppi flashback che distraggono la nostra attenzione dalla storia principale; i personaggio sono costruiti e descritti egregiamente e i sentimenti che scaturiscono dal confronto di Lilat e Hilmi, dal confronto delle loro culture, dall’appartenenza a due popoli in lotta, ne fanno un libro che va assolutamente letto.

data di pubblicazione:04/12/2016

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