Una madre, un figlio, l’amore indissolubile che li tiene legati, l’inferno della tossicodipendenza che trasforma le persone ma non i sentimenti.

 

È la vigilia di Natale. Holly Burns (Julia Roberts) e la sua famiglia allargata si preparano per la rappresentazione annuale in chiesa, per i regali, per la cena in cui ogni ingrediente deve essere quello giusto. Manca solo un tassello allo splendido mosaico che si va componendo: manca Ben (Lucas Hedges), il figlio maggiore di Holly, che sta cercando di disintossicare il suo corpo e la sua anima dal terribile demone della droga. Così, quando Ben si materializza di fronte alla porta di casa, Holly non riesce a trattenere le sue lacrime di gioia. La sua seconda figlia Ivy (Kathryn Newton) e il suo secondo marito (Courtney B. Vance), invece, sono terrorizzati: hanno paura che Ben non sia pronto, che non sia ancora capace di mantenere le sue promesse, che la droga tenga ancora in ostaggio la parte migliore di un ragazzo cui è stata rubata la spensieratezza dell’infanzia e della gioventù.

Holly e Ben raggiungono un accordo: Ben potrà restare a casa solo ventiquattro ore, poi tornerà nella comunità presso la quale sta faticosamente portando avanti il suo programma di disintossicazione. Holly si divide tra la gioia e il sospetto, tra l’amore della madre di Ben e il terrore della madre di un tossicodipendente.

Il ritorno di Ben, in effetti, non si rivela privo di conseguenze. A seguito di un incidente in casa, Holly e suo figlio inizieranno uno spasmodico viaggio proprio durante la notte di Natale: un viaggio che per Holly somiglia molto a una discesa agli inferi, che la porterà a guardare negli occhi le persone e i luoghi, colmi di disperazione e di degrado, in cui Ben ha trascorso buona parte della sua giovane vita. Holly imparerà a conoscere meglio suo figlio e, soprattutto, il temibile potere oscuro dell’eroina. Nonostante tutto, però, resterà la madre di Ben, pronta a rischiare anche la sua vita pur di essere presente quado suo figlio avrà bisogno di lei.

Ben is back, seguendo le cadenze di una parabola del figliol prodigo in versione contemporanea, è certamente un film che si caratterizza per una buona scrittura, a cui però manca un tratto che lo caratterizzi in maniera decisiva: l’impressione è quella di un racconto, pur nel complesso godibile e, nell’ultima parte, commovente, che non riesce a raggiungere le vette del film “da incorniciare”. Inappuntabile e da applausi la prova di Julia Roberts, il cui volto è capace di raffigurare l’intera gamma delle emozioni da cui è travolto il suo personaggio: la felicità, la paura, l’orgoglio, il coraggio, la disillusione. Non sempre all’altezza il coprotagonista Lucas Hedges, diretto dal papà Peter, che, per contro, non riesce a reggere il peso delle innumerevoli ed eterogenee sfaccettature che affrescano un personaggio indubbiamente complesso.

Un film da vedere, dunque, se non altro per il “coraggio” di riportare sul grande schermo il tema della tossicodipendenza, molto di moda negli anni Novanta e rispetto al quale è bene che (almeno) il cinema non spenga i riflettori.

data di pubblicazione: 30/12/2018


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