JIMMY’S HALL- UNA STORIA D’AMORE E LIBERTÁ di Ken Loach, 2014

JIMMY’S HALL- UNA STORIA D’AMORE E LIBERTÁ di Ken Loach, 2014

(Festival di Cannes – in Concorso)

È il 1932 quando Jimmy Gralton fa rientro dagli Stati Uniti a Leitrim nel nord dell’Irlanda, per prendersi cura dell’anziana madre oramai rimasta sola: dieci anni prima si era reso colpevole di aver costruito la Pearse Connolly Hall, un capannone di lamiera dove i giovani come lui potevano incontrarsi, ballare e fare musica, cantare, seguire corsi d’arte, oltre che leggere e sentirsi liberi di esprimere ognuno le proprie idee, insomma un punto d’incontro e di condivisione per quel piccolo paese rurale. Nonostante l’esilio forzato, Jimmy non ha perso il “vizio” di volersi sentire libero né di trasmettere questo senso di libertà agli altri e, nel giro di pochi mesi, decide di riaprire quella sala causa del suo allontanamento. La Jimmy’s hall ben presto ri-diviene per la nuova generazione di Leitrim un vero e proprio centro sociale che come nel passato continua a fare ancora molta paura alle autorità, al parroco del posto e ai politici locali, perché in quel capannone in mezzo alla campagna si coltivano idee comuniste e si tengono atteggiamenti poco ortodossi tra ragazzi e ragazze che ballano al ritmo di jazz, la musica del diavolo importata direttamente da New York. Jimmy questa volta verrà espulso dal suo paese senza un processo, come “immigrato clandestino” pur essendo irlandese, e non vi farà più ritorno.

Applauditissimo al festival di Cannes Jimmy’s Hall-Una storia d’amore e libertà, che ha al centro la figura di quest’uomo realmente esistito, un personaggio leggendario, quasi un eroe romantico, potrebbe essere l’ultima fatica dell’oramai settantottenne Ken Loach che rivolge, anche in questo caso, lo sguardo verso le classi meno abbienti rappresentate sovente da personaggi portatori di un’enorme dignità. Con un sottotitolo perfetto, Jimmy’s Hall è realmente una storia di sentimenti perfettamente dosati con la politica, che mai come in questo caso assume il significato di libero pensiero, in perfetto equilibrio tra semplicità e melanconia.


data di pubblicazione 30 /12/2014


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QUASI AMICI di Olivier Nakache, 2012

QUASI AMICI di Olivier Nakache, 2012

Quasi amici è un film francese ispirato ad una storia vera, molto divertente ma anche commovente, che narra dell’insolito rapporto tra un paraplegico ed il suo badante; la pellicola, che ha avuto un enorme successo in Francia, ha incassato moltissimo anche nel nostro paese. Cast di altissimo livello, tra cui emerge una bravissimo Francois Cluzet. A questo film abbiniamo la raffinata marmellata di cipolle della nostra amica Claudia, in onore del personaggio protagonista la cui storia ci ha scaldato il cuore, perfetta da abbinare ai formaggi stagionati…non solo francesi!

INGREDIENTI: 7/8 cipolle bianche e dorate – 1 bicchiere di zucchero semolato bianco – 1 bicchiere di zucchero di canna – 1 noce di burro – 1 bicchiere di aceto di vino bianco

PROCEDIMENTO: Sbucciare e tagliare a spicchi le cipolle (il numero di cipolle dipende dalla loro grandezza: prendete tutte di grandezza media). Farle bollire in acqua x 10 minuti. Scolarle bene. Nel frattempo in una padella larga mettere a sciogliere lo zucchero senza farlo caramellare. Aggiungere le cipolle, un fiocco di burro e una volta amalgamato il tutto, aggiungere l’aceto a filo versandolo intorno alle cipolle sino ad esaurimento. Cuocere a fuoco basso girando spesso per 40 minuti, senza coprire… Mettere la marmellata dentro dei barattoli di vetro e sterilizzare seguendo le regole per le marmellate fatte in casa.. e buon appetito!

UN’OTTIMA ANNATA di Ridley Scott, 2006

UN’OTTIMA ANNATA di Ridley Scott, 2006

Insolita storia per un’accoppiata collaudata, quella tra il regista R. Scott e Russell Crowe, dopo il grande successo de Il Gladiatore. Un’ottima annata è una commedia romantica molto gradevole, e narra la storia tra Max (R. Crowe) e Fanny (una giovanissima Marion Cotillard), ambientata tra i vigneti della Provenza. A questo film, che ha il gusto ed il profumo di un buon bicchiere di vino d’annata, non potevamo che abbinarci una ciambella a base di formaggio e noci, fantastica come aperitivo.

INGREDIENTI: 1 barattolino da 125gr. di yogurt bianco magro – 3 barattolini (dello yogurt) pieni di parmigiano grattugiato – 3 barattolini (dello yogurt) pieni di farina 00 – 3 uova intere – ½ barattolino (dello yogurt) di olio – 2 etti di fontina – 1 e ½ di brie o di taleggio – 10/12 gherigli di noce – 1 bustina di lievito istantaneo per pizze e focacce – 1 cucchiaio da cucina di semini di papavero – noce moscata o pepe nero q.b..

PROCEDIMENTO: Fate scaldare il forno sopra e sotto a 180°, non termo-ventilato. In una coppa rovesciate il barattolo di yogurt da 125 gr, sciacquatelo ed usatelo come unità di misura: pertanto versate nella coppa con lo yogurt 3 barattolini di parmigiano e mescolate, le 3 uova una alla volta sempre mescolando, 3 barattolini di farina e ½ barattolino di olio, la bustina di lievito istantaneo per pizze e focacce, un pizzico di pepe o di noce moscata. Mescolate tutto ed aggiungete all’impasto la fontina tagliata a cubetti ed il brie sempre tagliato a cubetti (o del taleggio, che conferirà alla ciambella un sapore più deciso). Infine sminuzzateci 5/6 gherigli di noce. L’impasto così ottenuto, molto elastico al tatto, adagiatelo in una pentola con il buco nel centro, precedentemente imburrata o unta con poco olio. Sopra la superficie di questa ciambella di formaggio spolverateci il cucchiaio di semini di papavero ed infilzate i rimanenti gherigli di noce come decoro. Infornare in forno ben caldo per 20 minuti e togliere subito dopo, altrimenti si asciuga troppo ed invece deve risultare morbida ed umida. E’ buona fredda o tiepida e, se la avvolgete a della carta argentata, si conserva morbida un paio di giorni. Quando la servite, inserite nel buco centrale delle patatine fritte: contribuiranno a creare un aperitivo buono e bello.

PRIDE di Matthew Warchus, 2014

PRIDE di Matthew Warchus, 2014

(Festival di Cannes – Sezione Quinzaine des Réalisateurs)

LGSM è l’acronimo di Lesbian and Gay Support the Miners, nome che nel 1984 si diede uno sparuto gruppo di attivisti gay; Lesbiche e gay aiutano i minatori divenne anche il loro slogan, urlato per le strade di Londra, allo scopo di rastrellare fondi per i minatori del Galles che, proprio in quell’anno, avevano iniziato uno sciopero in massa per protestare contro lo smantellamento di molti siti estrattivi voluto dal governo di Margaret Thatcher. Il movimento, capitanato dal giovane attivista Mark Ashton che ebbe l’acume di ravvisare una certa – seppur incredibile – assonanza tra la lotta della comunità gay londinese e quella dei minatori, in quanto entrambi vittime dello stesso sistema, dovette ovviamente affrontare diffidenze, pruriginose intolleranze ed inevitabili pregiudizi anche da parte di alcuni gruppi degli stessi minatori, che rifiutavano l’idea di farsi sostenere avvicinando così le loro differenti forme di protesta. Tuttavia LGSM riuscì ugualmente nel suo intento, arrivando ad organizzare un grande concerto di beneficenza per la raccolta fondi, favorendo così anche l’incontro sociale tra queste due realtà così apparentemente distanti.

Pride di Matthew Warchus, vincitore quest’anno a Cannes della Queer Palm e in nomination ai Golden Globe 2015, è una piacevole commedia basata su questi fatti realmente accaduti, capace di narrare un’incredibile storia di solidarietà tra individui in lotta per difendere i propri diritti nell’Inghilterra degli anni ‘80, senza però essere un film di impegno politico. Girato nelle location dell’epoca e parlando di persone realmente esistite, il film seppur scivoli in facili cliché e in un pò di retorica, lasciando sicuramente più spazio al divertimento che all’analisi del periodo storico in cui si svolge l’intera vicenda, risulta tuttavia piacevole perché non ha la pretesa di essere “impegnato”. Pride è intriso di una certa piacevole leggerezza, con un tema centrale orientato più sull’amicizia che sulla denuncia, concetto perfettamente simboleggiato dalle immagini finali che ricostruiscono il Gay Pride del 1985 a Londra in cui, tra lo stupore generale, una moltitudine di minatori gallesi raggiunsero i loro sostenitori per aprire il corteo, a conferma che l’unione e la solidarietà tra individui, anche se molto diversi tra loro, renda forti.

 data di pubblicazione 17/12/2014


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RICETTE D’AMORE di Sandra Nettelbeck, 2001

RICETTE D’AMORE di Sandra Nettelbeck, 2001

Ricette d’amore, il film di esordio della regista tedesca Sandra Nettelbeck, è una vera chicca. Martha, cuoca professionista in un noto ristorante di Amburgo, conduce una vita di totale solitudine, scandita quasi esclusivamente dal suo lavoro che svolge in maniera ineccepibile, quasi maniacale (bellissime le immagini della meticolosità nei gesti mentre indossa il grembiule o quando entra nella cella frigorifera del ristorante per trovare qualche minuto di silenzio e privacy). L’incontro con due persone inaspettate e molto diverse da lei, travolgeranno la sua “normalità”: una di queste è un cuoco italiano (Sergio Castellitto) che piomba nella sua cucina portando disordine ma anche tanto colore/calore. Sarà proprio questo cuoco, con un semplice piatto di spaghetti, ad arrivare diretto al cuore di una persona speciale. Un piatto di spaghetti semplici ma molto raffinati è la nostra proposta, in onore alla Martha del film, donna piena di talento e dotata di tanto coraggio da riuscire a capovolgere tutta la sua vita. Ecco i nostri spaghettoni con pesto di pistacchi e bottarga.

INGREDIENTI:1 pacco di spaghettoni (possibilmente di gragnano) – bottarga di muggine da grattare (non quella in barattoli già grattugiata) – pesto di pistacchi (occorrente:150gr di pistacchi sgusciati- 40 gr di parmigiano- sale e pepe q.b.- olio d’oliva – pinoli q.b.).

PROCEDIMENTO: Preparare il pesto come fareste quello tradizionale con il basilico, tritando in un mortaio i pistacchi, i pinoli, il parmigiano, sale e pepe, olio di oliva; se non volete prepararlo, alcune drogherie molto fornite lo vendono già pronto in barattoli di vetro. Grattugiate a parte della bottarga ed affettatene a lamelle un’altra parte per decorare il piatto. I quantitativi dipendono dalle persone ed anche dal gusto: sicuramente la bottarga non dovrà coprire il gusto raffinato del pesto, che dovrà prevalere nel condimento della pasta. Dopo aver cotto la pasta ed averla condita in una coppa con il pesto di pistacchi, un po’ di acqua di cottura, un po’ di olio d’oliva a crudo e la bottarga grattugiata, disporre gli spaghetti al centro del piatto aiutandovi con un mestolo ed una forchetta per formare un nido, quindi adagiate sopra alcune lamelle di bottarga e irrorare con un filo d’olio d’oliva. E’ un piatto raffinato ma dal gusto deciso.