ALLACCIATE LE CINTURE di Ferzan Ozpetek, 2014

ALLACCIATE LE CINTURE di Ferzan Ozpetek, 2014

Allacciate le cinture è il secondo film di Ozpetek ambientato nel Salento, in particolare a Lecce, che tuttavia si discosta da tutte le precedenti pellicole del regista turco perché, pur nella coralità che accomuna quasi tutti i suoi lavori, è il primo lungometraggio che ha al centro una storia d’amore tra un uomo e una donna. E’ un amore vero quello tra Elena e Antonio, così distanti ma inevitabilmente attratti l’uno dall’altra: ed è proprio questo amore che darà loro la forza di “allacciare le cinture” di fronte alle difficoltà della vita ed andare avanti senza mollare. Sicuramente a Ferzan Ozpetek, regista non sempre amato, bisogna riconoscere un pregio non comune: quello di essere un profondo osservatore e conoscitore di generi umani e di avere l’abilità di raccontare storie così ricche di sentimenti, aneddoti, situazioni disparate, in cui ciascun spettatore può trovare un lembo di sé.

Dedichiamo a questo film, una ricetta tipicamente pugliese, anche se un po’ rivisitata: la purea di fave.

INGREDIENTI: 300 gr. di fave secche decorticate – 1 grossa patata – 1 gambo di sedano – sale grosso q.b. – olio d’oliva q.b. – finocchietto selvatico 

PROCEDIMENTO: Mettere a bagno le fave decorticate in un recipiente con dell’acqua calda ed un po’ di sale grosso, e farle stare in ammollo per tutta la notte. La mattina dopo scolarle e sciacquarle abbondantemente; metterle quindi in una pentola assieme alla patata fatta a pezzetti ed al gambo di sedano sempre tagliato a pezzetti. Coprirle con l’acqua sino a due dita sopra e metterle a cuocere a fuoco moderato per almeno 30/40 minuti, rimboccando di acqua tiepida se dovesse essere necessario, sino ad ottenere una purea.

La purea così ottenuta tende a raggrumarsi e a cristallizzarsi velocemente: niente paura, all’occorrenza basterà aggiungere un po’ di acqua e far riprendere il bollore. La purea di fave va servita calda con olio a crudo e con del finocchietto selvatico fresco o secco.

THE IMITATION GAME di Morten Tyldum, 2015

THE IMITATION GAME di Morten Tyldum, 2015

statuetta

A volte sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare. Manchester 1951: Alan Turing, professore di matematica presso il laboratorio di fisica dell’università, in seguito ad una perquisizione delle autorità britanniche nel suo appartamento per indagare su una segnalazione di furto con scasso, viene successivamente arrestato per atti osceni in luogo pubblico. Durante l’interrogatorio, però, non gli vengono rivolte domande circa il motivo dell’arresto ma piuttosto su quale lavoro svolgesse durante la seconda guerra mondiale. Lo scienziato faceva infatti parte di un ristretto gruppo di esperti matematici ed analisti incaricati direttamente da Winston Churchill per conto del re, chiamati allo scopo di decodificare i messaggi di Enigma, il sistema che criptava le missive con cui lo stato maggiore militare nazista comunicava tutti gli attacchi, i bombardamenti e le operazioni militari. Messaggi, dunque, che viaggiavano nell’aria e che chiunque poteva captare perché apparentemente non segreti, ma che nessuno poteva capire perché non si conosceva come decodificarli: trovare la chiave di lettura di Enigma era l’incarico per sconfiggere Hitler e vincere la guerra. Ma Turing, giovane dal carattere impossibile e per nulla collaborativo con i colleghi, decise di andare oltre teorizzando un’intelligenza artificiale in grado di “imitare” il modo di ragionare degli uomini, ma con molte più possibili diversità di ragionamento, in modo da essere in grado di rintracciare i 159 milioni di milioni di milioni di combinazioni che Enigma ogni giorno era in grado di produrre, dai contenuti indecifrabili. Chiese ed ottenne direttamente da Churchill un cospicuo finanziamento ed un tempo illimitato di lavoro per progettare e costruire Christofer, un calcolatore digitale che potremmo definire il prototipo primordiale dei moderni computer. Grazie anche alla macchina di Turing, durante il secondo conflitto mondiale fu possibile la creazione di un archivio britannico di informazioni militari denominato Ultra, che partendo dalla conoscenza anticipata delle strategie nemiche, accorciò di molto la durata del conflitto salvando la vita a svariati milioni di persone.

Vincitore nel 2014 del Toronto International Film Festival e candidato a 5 Golden Globe per il 2015, The Imitation Game del norvegese Morten Tyldum, adattamento cinematografico della biografia di Alan Turing, si regge prevalentemente sulla bravura da Oscar di Benedict Cumberbatch, che riesce da solo a dare corpo al vero e proprio argomento centrale del film: il martirio di un genio, riabilitato come eroe solo nel 2013 dalla regina Elisabetta, che visse nell’Inghilterra dei primi anni ’50 quando l’omosessualità era illegale e la pena, in caso di arresto per atti osceni in luogo pubblico, era la castrazione chimica, moderna sostituzione dei lavori forzati ai quali era stato condannato a fine del 1800 Oscar Wilde.

Ottima la sceneggiatura, supportata da un ritmo che ricorre sovente al flashback, ma che tuttavia ruotando sempre intorno al protagonista penalizza il resto del cast sempre in ombra, anche per interpretazione; ne esce fuori un’opera biografica, dove la compagine storica in cui si svolge la vicenda potremmo quasi definirla marginale, o quantomeno pretestuosa per parlare di diversità ed emarginazione, partendo proprio dalla genialità del suo protagonista che non fu mai decodificata dalla cosiddetta “normalità”.

data di pubblicazione 04 /01/2015


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JIMMY’S HALL- UNA STORIA D’AMORE E LIBERTÁ di Ken Loach, 2014

JIMMY’S HALL- UNA STORIA D’AMORE E LIBERTÁ di Ken Loach, 2014

(Festival di Cannes – in Concorso)

È il 1932 quando Jimmy Gralton fa rientro dagli Stati Uniti a Leitrim nel nord dell’Irlanda, per prendersi cura dell’anziana madre oramai rimasta sola: dieci anni prima si era reso colpevole di aver costruito la Pearse Connolly Hall, un capannone di lamiera dove i giovani come lui potevano incontrarsi, ballare e fare musica, cantare, seguire corsi d’arte, oltre che leggere e sentirsi liberi di esprimere ognuno le proprie idee, insomma un punto d’incontro e di condivisione per quel piccolo paese rurale. Nonostante l’esilio forzato, Jimmy non ha perso il “vizio” di volersi sentire libero né di trasmettere questo senso di libertà agli altri e, nel giro di pochi mesi, decide di riaprire quella sala causa del suo allontanamento. La Jimmy’s hall ben presto ri-diviene per la nuova generazione di Leitrim un vero e proprio centro sociale che come nel passato continua a fare ancora molta paura alle autorità, al parroco del posto e ai politici locali, perché in quel capannone in mezzo alla campagna si coltivano idee comuniste e si tengono atteggiamenti poco ortodossi tra ragazzi e ragazze che ballano al ritmo di jazz, la musica del diavolo importata direttamente da New York. Jimmy questa volta verrà espulso dal suo paese senza un processo, come “immigrato clandestino” pur essendo irlandese, e non vi farà più ritorno.

Applauditissimo al festival di Cannes Jimmy’s Hall-Una storia d’amore e libertà, che ha al centro la figura di quest’uomo realmente esistito, un personaggio leggendario, quasi un eroe romantico, potrebbe essere l’ultima fatica dell’oramai settantottenne Ken Loach che rivolge, anche in questo caso, lo sguardo verso le classi meno abbienti rappresentate sovente da personaggi portatori di un’enorme dignità. Con un sottotitolo perfetto, Jimmy’s Hall è realmente una storia di sentimenti perfettamente dosati con la politica, che mai come in questo caso assume il significato di libero pensiero, in perfetto equilibrio tra semplicità e melanconia.


data di pubblicazione 30 /12/2014


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QUASI AMICI di Olivier Nakache, 2012

QUASI AMICI di Olivier Nakache, 2012

Quasi amici è un film francese ispirato ad una storia vera, molto divertente ma anche commovente, che narra dell’insolito rapporto tra un paraplegico ed il suo badante; la pellicola, che ha avuto un enorme successo in Francia, ha incassato moltissimo anche nel nostro paese. Cast di altissimo livello, tra cui emerge una bravissimo Francois Cluzet. A questo film abbiniamo la raffinata marmellata di cipolle della nostra amica Claudia, in onore del personaggio protagonista la cui storia ci ha scaldato il cuore, perfetta da abbinare ai formaggi stagionati…non solo francesi!

INGREDIENTI: 7/8 cipolle bianche e dorate – 1 bicchiere di zucchero semolato bianco – 1 bicchiere di zucchero di canna – 1 noce di burro – 1 bicchiere di aceto di vino bianco

PROCEDIMENTO: Sbucciare e tagliare a spicchi le cipolle (il numero di cipolle dipende dalla loro grandezza: prendete tutte di grandezza media). Farle bollire in acqua x 10 minuti. Scolarle bene. Nel frattempo in una padella larga mettere a sciogliere lo zucchero senza farlo caramellare. Aggiungere le cipolle, un fiocco di burro e una volta amalgamato il tutto, aggiungere l’aceto a filo versandolo intorno alle cipolle sino ad esaurimento. Cuocere a fuoco basso girando spesso per 40 minuti, senza coprire… Mettere la marmellata dentro dei barattoli di vetro e sterilizzare seguendo le regole per le marmellate fatte in casa.. e buon appetito!

UN’OTTIMA ANNATA di Ridley Scott, 2006

UN’OTTIMA ANNATA di Ridley Scott, 2006

Insolita storia per un’accoppiata collaudata, quella tra il regista R. Scott e Russell Crowe, dopo il grande successo de Il Gladiatore. Un’ottima annata è una commedia romantica molto gradevole, e narra la storia tra Max (R. Crowe) e Fanny (una giovanissima Marion Cotillard), ambientata tra i vigneti della Provenza. A questo film, che ha il gusto ed il profumo di un buon bicchiere di vino d’annata, non potevamo che abbinarci una ciambella a base di formaggio e noci, fantastica come aperitivo.

INGREDIENTI: 1 barattolino da 125gr. di yogurt bianco magro – 3 barattolini (dello yogurt) pieni di parmigiano grattugiato – 3 barattolini (dello yogurt) pieni di farina 00 – 3 uova intere – ½ barattolino (dello yogurt) di olio – 2 etti di fontina – 1 e ½ di brie o di taleggio – 10/12 gherigli di noce – 1 bustina di lievito istantaneo per pizze e focacce – 1 cucchiaio da cucina di semini di papavero – noce moscata o pepe nero q.b..

PROCEDIMENTO: Fate scaldare il forno sopra e sotto a 180°, non termo-ventilato. In una coppa rovesciate il barattolo di yogurt da 125 gr, sciacquatelo ed usatelo come unità di misura: pertanto versate nella coppa con lo yogurt 3 barattolini di parmigiano e mescolate, le 3 uova una alla volta sempre mescolando, 3 barattolini di farina e ½ barattolino di olio, la bustina di lievito istantaneo per pizze e focacce, un pizzico di pepe o di noce moscata. Mescolate tutto ed aggiungete all’impasto la fontina tagliata a cubetti ed il brie sempre tagliato a cubetti (o del taleggio, che conferirà alla ciambella un sapore più deciso). Infine sminuzzateci 5/6 gherigli di noce. L’impasto così ottenuto, molto elastico al tatto, adagiatelo in una pentola con il buco nel centro, precedentemente imburrata o unta con poco olio. Sopra la superficie di questa ciambella di formaggio spolverateci il cucchiaio di semini di papavero ed infilzate i rimanenti gherigli di noce come decoro. Infornare in forno ben caldo per 20 minuti e togliere subito dopo, altrimenti si asciuga troppo ed invece deve risultare morbida ed umida. E’ buona fredda o tiepida e, se la avvolgete a della carta argentata, si conserva morbida un paio di giorni. Quando la servite, inserite nel buco centrale delle patatine fritte: contribuiranno a creare un aperitivo buono e bello.