IL PRIMO GIORNO DELLA MIA VITA di Paolo Genovese – Einaudi, 2018

IL PRIMO GIORNO DELLA MIA VITA di Paolo Genovese – Einaudi, 2018

Due uomini, due donne e un adolescente sono i protagonisti di questo libro di Paolo Genovese.

Quattro di loro sono uniti da un filo rosso: la decisioni di farla finita.

Si tratta di Emily, una ex ginnasta eterna seconda ora in sedia a rotelle, Aretha, una poliziotta del NYPD che ha perduto la figlia adolescente, Daniel, un ragazzino che, suo malgrado, è diventato divo della pubblicità e, infine, Napoleon, un ricchissimo “motivatore”.

Il quinto è “l’uomo”, un personaggio senza nome che, un attimo prima che compiano il gesto estremo, li convince a concedergli una settimana di tempo per farli rinnamorare della vita, per mostrare loro cosa accadrebbe se portassero avanti la loro scelta. Alla fine della settimana verranno riportati indietro esattamente nel luogo dov’erano e nel momento cruciale, la decisione sarà solo loro: “Io non posso garantirvi che sarete felici. … l’unica cosa davvero importante è che abbiate nostalgia della felicità. Solo così vi verrà voglia di cercarla.”

Inizia così il viaggio di questo sparuto gruppetto impaurito; nell’arco della settimana che passeranno insieme avranno modo di confrontarsi e capire cosa ha spinto gli altri al gesto estremo e questo li porterà a riflettere sulle proprie motivazioni e sul valore della vita che è stata loro concessa e, forse, a trovare gli stimoli per continuare a viverla oppure proseguire nella loro scelta… “Saltando da un ponte non si risolvono i problemi, al massimo si passano a qualcun altro, qualcuno a cui magari non spettavano”.

Detto ciò, non si può non pensare a La vita è meravigliosa di Frank Capra con l’inarrivabile James Stewart. Sinceramente dopo poche pagine mi sono chiesta se fosse il caso di continuare a leggere un libro di cui le premesse mi avevano fatto pensare di sapere già tutto, era un chiaro déjà vu… ma la scrittura fluida ed estremamente piacevole di Genovese mi ha fatta proseguire nella lettura e alla fine non posso che dire che il libro è veramente bello!

Se è innegabile la somiglianza tra i ruoli assegnati a Clarence Odbody di Frank Capra e “l’uomo” di Genovese, le analogie si fermano qui. Anche nel libro di Genovese lo scopo de “l’uomo” è quello di salvare delle vite dal suicidio, ma le ragioni che lo spingono non hanno assolutamente nulla a che vedere con quelle di Clarence; anche nel romanzo viene concesso del tempo per “vedere cosa accade dopo il suicidio” ma i presupposti che portano i quattro personaggi a compiere il gesto estremo sono lontanissimi da quelli che convincono George Bailey del mitico Stewart.

Gli attori di Genovese sono più complicati, le motivazioni che li portano verso la fine sono più interiori, più metafisiche e quindi sicuramente più difficili da riconoscere e superare; c’è necessità, per ognuno di loro, di un lavoro introspettivo e, anche se necessariamente nel romanzo questa analisi è solo accennata, dà la possibilità al lettore di soffermarsi a riflettere.

Non era facile trovare un finale, per un libro del genere, che non sconfinasse nella banalità e Genovese ci è riuscito, facendo anche chiarezza su alcuni aspetti che, nel corso della lettura, erano rimasti vaghi.

Da leggere assolutamente, in attesa che ne venga fatto un film come Genovese lasciava intendere in una intervista rilasciata a Giovanni Floris in una puntata di fine maggio a DiMartedì sulla 7.

data di pubblicazione:29/07/2018

IL PRESIDENTE È SCOMPARSO di Bill Clinton e James Patterson – Longanesi, 2018

IL PRESIDENTE È SCOMPARSO di Bill Clinton e James Patterson – Longanesi, 2018

Ammetto di essere stata molto incuriosita dal nome dell’ex presidente americano, sono quindi andata a curiosare, in un sito di informazioni editoriali, le classifiche internazionali dei titoli più venduti e Il presidente è scomparso è primo in classifica, per il mese di giugno, negli Stati Uniti e nel Regno Unito; sempre più incuriosita ho iniziato la lettura…

La storia è ambientata ai giorni nostri e si svolge nell’arco di 72 ore.

Il libro inizia con il presidente degli Stati Uniti, Jonathan Lincoln Duncan, a rischio di impeachment: è stato accusato di avere avuto contatti telefonici con il maggiore rappresentante dei Figli della Jihad. Insieme ai più fidati membri del suo gabinetto sta cercando di trovare una linea di difesa, ma la sua attenzione è rivolta altrove: sa di essere il solo a poter fermare un attacco di cyberterrorismo di dimensioni inimmaginabili che sarebbe in grado di mettere letteralmente in ginocchio di Stati Uniti e che sta per essere messo in atto e deve trovare il modo di agire.

Per porre fine a questa minaccia il presidente “scompare” per poter lavorare nell’ombra; in alcune interviste Clinton ha affermato che, in situazioni estremamente critiche per poter risolvere questioni politiche spinose, l’uomo più potente del mondo effettivamente può “scomparire” per un certo tempo rinunciando anche agli agenti addetti alla sua protezione.

Da qui prenderanno vita una serie di vicissitudini che coinvolgeranno il presidente e non solo, che daranno modo di scoprire una talpa all’interno della stretta cerchia dei suoi fedelissimi.

L’idea di fondo è decisamente interessante ed è basata su una innegabile realtà che ognuno di noi ha sicuramente provato in prima persona: Uno dei paradossi dell’epoca moderna è che il progresso può renderci più potenti, ma anche più vulnerabili – comincia Augie –. Voi credete di essere all’apice del vostro potere, credete di essere in grado di fare cose senza precedenti. Ma io vi vedo all’apice della vostra vulnerabilità. E la ragione di tutto ciò è la dipendenza. La nostra società è diventata completamente dipendente dalla tecnologia.

Molto intriganti le parti in cui Clinton descrive gli interni della Casa Bianca come quando descrive la carta da parati della camera da letto “… su cui sono riprodotte scende della Rivoluzione americana. Un’eredità di Jackie Kennedy, a cui l’aveva regalata un’amica. A Betty Ford non piaceva, perciò l’aveva fatta togliere, ma Carter l’aveva rimessa. Da allora è stata tolta e rimessa varie volte.”, e tutte le varie consuetudini e la vita che vi si svolge al suo interno.

Peccato che sull’altro piatto della bilancia si debbano mettere le continue lusinghe e blandizie della figura del presidente e della sua abnegazione al bene comune oltre al ruolo degli Stati Uniti salvatori del mondo: “Volevano colpirci con forza sufficiente per obbligarci a non prenderci più cura del resto del pianeta”…

A ciò aggiungerei anche la decisione di far interpretare tutti i ruoli più rilevanti del libro a figure femminili, sia all’interno dell’amministrazione statunitense che in altri ruoli fondamentali per la storia ci sono donne: il capo di gabinetto della Casa Bianca, il direttore reggente dell’FBI, il vicepresidente degli Stati Uniti, il direttore della CIA (al momento del lancio in libreria del volume Trump non aveva ancora effettivamente destinato una donna a ricoprire questo ruolo), il presidente di Israele e altri ruoli che evito di anticipare. Una fastidiosissima piaggeria!

Concluderei mettendo sul piatto dei NO anche il discorso che il presidente Duncan tiene al Congresso, probabilmente inserito ad arte più come scelta politica che come necessità narrativa, ma proprio per questo avulso dal racconto e fuori luogo: è un romanzo e non una campagna elettorale.

Detto ciò, saranno comunque i lettori a deciderne la sorte….

data di pubblicazione:23/07/2018

IL GIORNO DEI LORD di Michael Dobbs – Fazi 2018

IL GIORNO DEI LORD di Michael Dobbs – Fazi 2018

Non sapevo che Michael Dobbs fosse l’autore della famosissima serie House of Cards, l’ho letto solo perché intrigata dalla trama, una volta finito ed estremamente apprezzato, ho capito anche il perché del grande successo della serie che fu con Kevin Spacey.

La trama è semplicissima: è il giorno del State Opening of Parliament, la cerimonia di apertura del Parlamento inglese, evento al quale la Regina Elisabetta non ha mai mancato un appuntamento, tranne che per la nascita di due dei suoi figli.

Tutte le tradizioni sono state fedelmente seguite: i Beefeter, le guardie della torre di Londra, hanno ispezionato le cantine del Palazzo di Westminster per essere sicuri che non avvenga una nuova “Congiura delle polveri” come accadde nel 1605, l’”ostaggio cerimoniale” è stato trasferito a Buckingham Palace, in modo che si possa garantire la sicurezza della sovrana nel momento in cui entra in Parlamento che, potenzialmente, le potrebbe essere ostile. Lo Stendardo Reale prende il posto della Bandiera del Regno Unito per significare che la Regina è nel Palazzo.

Sono presenti, oltre alla Regina Elisabetta, suo figlio Carlo, principe del Galles, tutti i membri della Camera dei Comuni e di quella dei Lord, il Primo ministro e tutti i Ministri del Regno e il potere giudiziario rappresentato dai Giudici di Sua Maestà; come ospiti sono presenti anche il figlio del Primo ministro e il figlio della Presidente degli Stati Uniti d’America.

Elisabetta II “abbassò gli occhiali sul naso, scrutando la sala: e tutti e trecentosessantadue gli ospiti lì riuniti ricambiarono il suo sguardo. «Miei Lord e membri della Camera dei Comuni, il mio governo…» S’interruppe…” Un gruppo di terroristi armati ha preso in ostaggio l’intera Camera dei Lord, le telecamere della BBC trasmettono in diretta tutto quello che accade all’interno, lasciando la Gran Bretagna e il mondo intero con il fiato sospeso; iniziano 24 ore lunghissime durante le quali la polizia metropolitana, Tricia Willcocks, Primo ministro ad interim, e il parlamentare Harry Jones, ex militare della SAS, faranno di tutto per liberarli.

Assolutamente adrenalinico, la storia si dipana a un ritmo serrato e con estrema suspense i personaggi sono estremamente ben costruiti e i flashback che ci regala Dobbs sono fondamentali per imparare a conoscere la loro psiche; ho amato la Regina Elisabetta, l’autore l’ha descritta esattamente come immaginavo che si sarebbe comportata in un frangente simile, da donna energica, caparbia, che non si scompone davanti a nulla, assolutamente legata alle tradizioni del suo ruolo ed estremamente amata dal suo popolo.

Il subplot sulla vita di Harry Jones ci fa ben sperare per i prossimi romanzi di Dobbs.

Visto il periodo estivo non posso che consigliare di mettere questo libro in valigia!!!

data di pubblicazione:09/07/2018

RESTO QUI di Marzo Balzano – Einaudi, 2018

RESTO QUI di Marzo Balzano – Einaudi, 2018

Resto qui è uno dei candidati allo Strega 2018, il 13 giugno sapremo se sarà riuscito a superare la prima votazione…

La copertina è emblematica e straziante: quel campanile è tutto quello che resta dei paesi di Curon e Resia dopo che vennero abbattute e sommerse le case che erano parte della storia di quella valle, a causa della costruzione del bacino artificiale per la produzione di energia elettrica. Il campanile romanico del XIV secolo non venne abbattuto perché sotto tutela storico-artistica e da più di 50 anni è l’unico baluardo a ricordare che lì, un tempo, vivevano centinaia di persone con le loro storie, i loro ricordi, i loro amori e dolori.

Ma il libro non è solo la storia degli interessi politico economici che distrussero quei paesi, è la storia della violenza della guerra, dell’impotenza della parola, dell’abbandono e del tradimento.

Per me è stata un’opera sorprendente e nello stesso tempo estremamente commovente.

L’io narrante è Trina che, con il suo racconto, ci riporta indietro fino al 1923 nel paese di Curon in Val Venosta, Sudtirolo. È il primo vero momento di sofferenza per questa comunità di montanari: “In quelle valli di confine, la vita era scandita dai ritmi delle stagioni. Sembrava che quassù la storia non arrivasse. Era un’eco che si perdeva. La lingua era il tedesco, la religione quella cristiana, il lavoro quello nei campi e nelle stalle”.

L’avvento del fascismo ha imposto loro come prima lingua quella italiana: “I fascisti intanto occupavano non solo le scuole, ma i municipi, le poste, i tribunali. Gli impiegati tirolesi venivano licenziati in tronco e gli italiani appendevano negli uffici cartelli con scritto Vietato parlare tedesco e Mussolini ha sempre ragione. Imponevano disposizioni di coprifuoco, le adunate il sabato pomeriggio per il passaggio del podestà, le loro feste comandate”. All’improvviso centinaia di persone, intere famiglie, si sono ritrovate senza lavoro, licenziate perché non di lingua italiana e sono stati sostituiti con personale che arrivava dal Veneto, dal Trentino, dalla Sicilia…

Trina prosegue nel suo racconto, la vediamo diventare moglie, sposa Erich Hauser e madre di Michael e Marica, immobili nella loro vita fatta di gesti che si ripetono da centinaia di anni sempre uguali irrompe l’imponderabile: la figlia scompare, di lei resta solo una lettera in cui la bambina spiega di essere andata via volontariamente, con la zia, dirette verso la Germania nazista che si prepara a coprirsi di gloria.

Nella vita di Trina la tristezza si aggiunge alla tristezza, dolore a dolore, Erich viene arruolato nell’esercito e parte per la Seconda Guerra Mondiale, rientrerà dopo mesi di silenzio per una breve convalescenza, alla fine della quale si darà alla fuga sulle sue montagne, disertore da una guerra che non lo riguarda; Trina lo seguirà nella fuga verso la salvezza che si trova al di là del confine svizzero, soffrendo con lui, e con altri sventurati come loro, la fame, la paura e il freddo dello spaventoso inverno sulle Alpi.

Tuttavia non arriveranno mai in Svizzera, la fine della guerra li riporterà al loro maso a Curon, ma non potranno riprendere la loro vita, perché all’orizzonte si profila una nuova battaglia contro un nuovo mostro: il progetto della costruzione di un bacino artificiale che la Montecatini vuole riprendere a costruire e che minaccia tutto il paese. Erich ne farà la sua ragione di vita, combattere per salvare la sua valle, organizzerà comitati, Trina scriverà lettere a suo nome per perorare la loro causa, arriveranno fino al Papa e a De Gasperi, al loro fianco manifesteranno tutti i valligiani ma tutto sarà inutile.

Sarà l’atto finale, l’apoteosi di una vita costellata dalle persecuzioni linguistiche, dalla perdita della figlioletta, dalla crudeltà della guerra, e alla fine dalla perdita della propria terra, delle proprie radici, della propria storia.

data di pubblicazione:25/06/2018

VISTO SI STAMPI di Gabriele Sabatini – Italosvevo edizioni, 2018

VISTO SI STAMPI di Gabriele Sabatini – Italosvevo edizioni, 2018

Gabriele Sabatini ci regala queste pagine che costituiscono una vera chicca nel panorama editoriale perché, per chi ama i libri e per chi vive con e di libri (l’autore è editor per la Carocci editore), è un reale piacere parlare di come si arriva alla pubblicazione di un testo, di tutto quello che c’è dietro: la lettura delle bozze da parte degli amici, i tagli del testo apportati dall’editore, la scelta del titolo più adatto a rappresentare il volume ma anche a renderlo appetibile per il pubblico.

Sarà sicuramente interessante per tutti leggere questo libro, un po’ come scostare un sipario e guardare gli attori che provano prima di andare in scena, un racconto delle vicende che hanno circondato i libri di autori che sono delle pietre miliari della nostra letteratura, di cosa è accaduto, sia prima che dopo, la loro pubblicazione.

Sabatini ci presenta nove vicende editoriali, dalla travagliata pubblicazione di Viva Caporetto! di Curzio Malaparte, alle ultime correzioni apportare a Tempo di uccidere di Ennio Flaiano, che non vengono effettuate perché si sarebbe saltato il turno dal tipografo, all’amara vittoria del premio Strega della Ragazza di Bube di Cassola e uno via l’altro per le vicende che accompagnano la vita dei libri di Pratolini, Chiara, Brancati, Rigoni Stern e Berto.

L’ultimo capitolo è dedicato alla nascita della casa editrice Longanesi, alla storia personale di Leo Longanesi, delle sue scelte editoriali, del suo fiuto: “secondo Montanelli, Longanesi non leggeva i libri, però sapeva annusarli…”, fino alla separazione avvenuta nel 1956.

La scrittura di Sabatini è godibilissima, piacevole, pulita ed è un vero piacere leggerlo.

Assolutamente da leggere, da parte di tutti coloro che amano i libri!!!

Sabato prossimo, 23 giugno alle 21.30 l’autore presenterà il libro nei giardini di Castel Sant’Angelo nell’ambito della manifestazione “Letture d’estate”.

data di pubblicazione:18/06/2018

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