VOX di Christina Dalcher – Nord, 2018

VOX di Christina Dalcher – Nord, 2018

L’incipit del libro mi ha molto incuriosita, anche se temevo potesse essere un rifacimento de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, mentre non è affatto così, i tempi trattati sono molto diversi anche se hanno, come base, la sudditanza della donna nei confronti dell’uomo. Nei ringraziamenti l’autrice scrive: “Spero che questo libro ti abbia fatto arrabbiare un po’. E che ti abbia fatto riflettere”, e con me ha assolutamente raggiunto l’obiettivo!

È stata una lettura coinvolgente, una storia inquietante che viene narrata, in prima persona, da Jean McClellan, una scienziata specializzata in neurolinguistica: è lei che ci spiega cosa sia quel braccialetto che ogni donna porta al polso e che conteggia ogni sillaba emessa, perché il nuovo governo degli Stati Uniti, il Movimento per la Purezza, impone a ogni donna di pronunciare un massimo di 100 parole al giorno, senza alcuna possibilità di “sconti”; e non è tutto, le donne hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro, all’istruzione, perché “Un giorno da mia figlia ci si aspetterà che sappia fare la spesa e gestire le faccende di casa, che sia una moglie devota e diligente, e per queste mansioni serve saper contare e non certo conoscere l’ortografia, né la letteratura. E non serve nemmeno avere una voce”.

L’“idea” da cui prende spunto il nuovo governo è quella di un ritorno al passato più sereno, in cui la donna è la regina del focolare… ma non è chiaramente questo l’obiettivo finale, le donne sono state colpite duramente ma non sono le sole, la stessa sorte viene riservata anche agli omosessuali, ai “traditori” del nuovo pensiero, tutti i colpevoli vengono trasferiti in “fattorie” in cui la loro giornata è fatta di lavori forzati e silenzio più assoluto, lontani dalle famiglie e dagli affetti.

Forse perché madre di due giovanotti che mi amano profondamente e che si trasformano in due bodyguards quando usciamo insieme, sono rimasta particolarmente sconvolta nel vedere il cambiamento del rapporto da Jean e Steven il suo figlio maggiore “Mostri non si nasce, si diventa. Pezzo dopo pezzo, arto dopo arto, creazioni artificiali di uomini folli che, come l’incauto Frankenstein, credono sempre di saperla più lunga degli altri.

Durante la lettura le emozioni si accumulano, l’ansia cresce e con lei la voglia di continuare a leggere, di arrivare alla fine nella speranza di trovare una via di uscita; i capitoli volano via veloci e il pathos tiene il lettore con il fiato sospeso fino alla fine che, a mio avviso, è stata troppo sbrigativa e, forse, più adatta a un thriller fantascientifico più che a un romanzo di questo genere.

In ogni caso un romanzo che consiglio assolutamente di leggere.

data di pubblicazione:12/11/2018

LA DOPPIA MADRE di Michel Bussi – E/O, 2018

LA DOPPIA MADRE di Michel Bussi – E/O, 2018

Sono una entusiasta lettrice dei romanzi di Michel Bussi e ho avuto la fortuna di essere presente al Salone del Libro di Torino dello scorso anno durante la sua presentazione di Non lasciare la mia mano. Il mio giudizio è quindi, in qualche modo, di parte eppure questo ultimo romanzo non mi ha del tutto convinta: non posso certo affermare che non sia un bel libro, ma da Bussi mi aspetto sempre dei romanzi pieni di suspense, così avvincenti che ti obbligano alla lettura fin quando non si arriva alla conclusione della storia quando, finalmente, il genio di Bussi strappa il velo davanti ai nostri occhi lasciandoci completamente sbalorditi nel capire i meccanismi della vicenda.

Al contrario ho trovato un po’ lento quest’ultimo romanzo e mi è mancato il quadro che puntualmente Bussi dipinge, descrivendo sapientemente la location in cui il romanzo si ambienta e trasformandoci da lettori in spettatori.

La doppia madre si svolge a Le Havre, primo porto della Manica e maggiore città nel cuore della Normandia. Molti gli attori presenti in questo nuovo romanzo, senza alcun dubbio i principali sono l’ispettore Marianne Augresse, che con i suoi uomini si sta occupando di quella che è, probabilmente, la rapina del secolo per Le Havre e lo psicologo infantile Vasil Dragonman che sta seguendo il caso di Malone, un bambino di poco più di tre anni che gli confida che la sua mamma, “mamma da”, non è la sua vera mamma.

Il compito di tenere vivi i ricordi del bambino è affidato al peluche Guti, che gli racconta storie che parlano di pirati, di navi, di orchi, di castelli con quattro enormi torri; Guti è la memoria di Malone che, senza le sue storie, dimenticherebbe tutto nell’arco di poche settimane.

Vasil Dragonman chiederà aiuto a Marianne Augresse per indagare su quanto ci sia di vero nella storia che gli sta raccontando Malone prima che i suoi ricordi di bambino possano essere, in qualche modo, cancellati dai nuovi; a farli conoscere penserà una amica comune legata a Marianne da rapporto di profonda simpatia, affetto e stima.

Le due storie sono in qualche modo collegate, il fatto stesso che Marianne si occupi della rapina e, nei momenti liberi, della “mamma da” di Malone lo sottolinea, l’interrogativo è quale possa essere il legame che unisce le due inchieste e solo nelle ultime pagine, in cui Bussi fa emergere le vite e i rapporti tra gli attori del romanzo, capiamo finalmente quale sia il collegamento e non possiamo che apprezzare la conclusione della storia, un po’sui generis per i romanzi di Bussi, ma sicuramente intrigante.

data di pubblicazione:05/11/2018

LA RAGAZZA E LA NOTTE di Guillaume Musso – La nave di Teseo, 2018

LA RAGAZZA E LA NOTTE di Guillaume Musso – La nave di Teseo, 2018

È la prima volta che leggo Guillaume Musso e devo dire che il libro mi è veramente piaciuto, un bel noir, un cold case ricco di suspense con un intreccio che tiene con il fiato sospeso fino all’ultima pagina!

La storia si svolge su due binari temporali diversi, la location è quella di Cap d’Antibes nel prestigioso ed elitario liceo Saint-Exupéry, la nostra voce narrante è quella di Thomas Degalais, ex studente del liceo ora romanziere di successo trasferitosi negli USA, innamorato di Vinca Rockwell la ragazza più affascinante del liceo “… mi sono spesso interrogato sulla natura dell’ascendente che Vinca esercitava su di me, sulla vertigine fascinosa e dolorosa che mi apriva dentro, e ho sempre pensato all’effetto di una droga.”. Insieme a lui, personaggi fondamentali per il romanzo, saranno Maxime e Fanny.

I tre ex studenti e ottimi amici dei tempi del liceo si sono completamente persi di vista appena finita la scuola, ognuno di loro ha percorso strade diverse e ora si ritrovano in occasione della festa per i 50 anni del Saint-Exupéry; ma a riportarli in Costa Azzurra non è stata la nostalgia per gli anni passati insieme ma i misteri che avvolgono la scomparsa, 25 anni prima, di Vinca Rockwell e del suo professore di filosofia, Alexis Clement, del quale tutti la ritenevano l’amante. I segreti che avvolgono queste sparizioni, che legano indissolubilmente i tre ex compagni di scuola, stanno per crollare come le pareti della loro vecchia palestra ed è questo il motivo che li ha riportati, dopo così tanto tempo, al Saint-Ex, questo e le minacce anonime che sono arrivate loro.

Benché tutta la storia si svolga in pochi chilometri quadrati insieme a Vinca, Thomas, Maxime e Fanny troviamo molti altri personaggi di cui Musso tratteggia magistralmente psicologia e sentimenti, le descrizioni “fisiche” di ognuno di loro sono tali da riuscire a “vederli” mentre si muovono all’interno della storia, le descrizioni degli incantevoli luoghi in cui si dipana la storia sono veramente mozzafiato “il percorso angusto ma lastricato, a picco sulle falesie. L’aria era pura e tonificante. Il mistral aveva spazzato via le nuvole e il cielo era disseminato di stelle. Dai bastioni della città vecchia alla baia di Nizza, passando per le montagne retrostanti, si godeva di una vista mozzafiato.

Assolutamente da leggere.

data di pubblicazione:21/10/2018

ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO di GailHobeyman–Garzanti libri, 2018

ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO di GailHobeyman–Garzanti libri, 2018

Ho preso in mano il libro incuriosita dal titolo, ma non sono riuscita ad andare molto avanti e l’ho lasciato sul comodino fino all’estate quando, dopo l’insistenza di una collega che lo aveva trovato imperdibile, l’ho ripreso e hoterminato di leggerlo.

La storia credo che sia ormai di dominio pubblico, visto il battage che ha avuto nei mesi estivi, e la notizia che ne verrà presto fatto un film. Eleanor Oliphant è una donna di poco meno di trent’anni che lavora come contabile in un’agenzia di graphic design; la sua vita ha una ripetitività maniacale, sempre gli stessi vestiti, gli stessi cibi, arriva sempre alla stessa ora in ufficio, la pausa pranzo da sola con un sandwich e il cruciverba del DailyTelegraph, il mercoledì sera riceve la telefonata della madre e tutti i venerdì sera compra due bottiglie di vodka. Gli ultimi nove compleanni, Natali e Capodanni li ha passati da sola in casa con la sua amica più intima,la piantina grassa di nome Polly, il massimo della trasgressione è la cotta adolescenziale che ha per un cantante di una rock band.

Anche il suo aspetto è ordinario, “Eccomi qui: Eleanor Oliphant. Capelli lunghi, lisci, castano chiaro, che mi scendono giù fino alla vita, pelle chiara, il volto un palinsesto di fuoco. Un naso troppo piccolo e occhi troppo grandi. Orecchie: niente di eccezionale. Altezza più o meno nella media, peso approssimativamente nella media. Aspiro alla medietà…. Sono stata al centro di fin troppa attenzione in vita mia. Ignoratemi, passate oltre, non c’è nulla da vedere qui”.

Qualcosa nella vita di Eleanor inizia a cambiare quando stringe amicizia con Raymond, un collega di lavoro che riesce afare breccia nella sua solitudine e a scardinare alcune delle sue idiosincrasie grazie alla sua estrema gentilezza e al suo di starle vicino, senza giudicarla e cercando di addolcire i modi fin troppo diretti con cui Eleanor sipone verso gli altri. Con lui Eleanor inizierà a scardinare le sue abitudini, inizierà ad aprirsi agli altri e riuscirà ad affrontare la realtà della sua vita che, fino ad allora, aveva negato anche a se stessa.

Per buona parte del romanzo siamo attori e testimoni inermi dei pensieri e comportamenti vagamente borderline di Eleanor senza riuscire a capire le motivazioni che li scaturiscano e senza riuscire a sentirci a lei “vicini”; quando finalmente, nelle ultime pagine, ci viene svelato il drammatico passato di Eleanorpossiamostabilire un rapporto empatico con la protagonista, capiamo cosa abbia passato e il perché della sua vita solitaria e maniacale ma forse è ormai troppo tardi per farcela amare.

Un libro da leggere macerto non il libro dell’anno che alcuni hanno voluto far credere fosse.

data di pubblicazione:01/10/2018

COSÌ CRUDELE È LA FINE di Mirko Zilahy – Longanesi, 2018

COSÌ CRUDELE È LA FINE di Mirko Zilahy – Longanesi, 2018

Terzo e, da quel che ci dice l’autore nella postfazione, ultimo romanzo che vede come protagonista il commissario profiler Enrico Mancini, del quale abbiamo seguito la parabola che lo ha portato verso una vera e proprio rinascita psicologica grazie anche alle sedute con la dottoressa Antonelli, psicologa della Polizia di Stato.

Anche in questo nuovo romanzo lo scenario è quello della inarrivabile bellezza dei recessi archeologici di Roma. Zilahy ci mostra i più sconosciuti, ci porta nei più oscuri entrando nei quali la scarica adrenalinica si fa costante e l’attesa angosciosa. Questi luoghi sono i veri protagonisti, insieme a Mancini, dei romanzi di Zilahy, sono attore e palcoscenico del nuovo folle assassino sulle tracce del quale si lancerà la sua squadra “Sopra la sua scorza coriacea, Roma occulta segreti e misteri e non c’è sasso, rovina o monumento, splendido e fastoso, che non abbia ricevuto il battesimo del sangue. Tutti custodiscono un’anima sudicia di morte; arene, obelischi e fontane

La trama di Così crudele è la fine è appassionante come sono state quelle di È così che si uccide e La forma del buio; la scrittura di Zilahy essenziale e diretta ci ha abituati a immagini cruente, di forte impatto, in ciascun omicidio iscrive una serie tale di particolari che saranno poi illuminanti per riuscire a capire la psicologia dell’assassino e orientare la ricerca sulla giusta strada.

Questa volta i subplots sono stati veramente magistrali, fondamentali per immergersi al meglio nella storia e per arrivare alla comprensione, hanno aumentato ancor di più l’urgenza di proseguire per capire, trovare e fermare il nuovo mostro che minaccia la città eterna.

Vorrei sottolineare, dopo aver letto alcuni commenti che accusavano la presenza di “ancora un serial killer alla carbonara”, che è sicuramente innegabile che i romanzi di Zilahy abbiano subito una profonda influenza dei maestri americani, ma non potrebbe che essere così, in quanto il genere letterario affonda le proprie radici negli Stati Uniti.

Inviterei tutti i detrattori, sia del genere che dei nostri autori noir, a leggere l’illuminante saggio di Alessandra Calanchi Hard-boiled, noir, thriller: la paura come sottogenere letterario contenuto nel volume La letteratura degli Stati Uniti pubblicato da Carocci editore, per meglio comprendere come sia nato e come si sia evoluto questo genere letterario che in Italia ha dei rappresentanti di tutto rispetto come Zilahy.

A questo punto non posso dire altro che: leggetelo!!!

data di pubblicazione:10/09/2018