CASABLANCA di Michael Curtiz, 1942

CASABLANCA di Michael Curtiz, 1942

La ricetta del pollo alla marocchina che vi proponiamo, ci ha ispirato l’abbinamento al un film cult hollywoodiano Casablanca (3 premi Oscar), diretto da Michael Curtiz, con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. Ambientato in Marocco nel 1941, è una sottile opera antinazista raccontata attraverso l’analisi di una galleria di personaggi, tra i quali Rick Blaine (Bogart), proprietario di un famoso bar a Casablanca, che aiuta Ilsa (Bergman), la donna di cui è ancora innamorato, e suo marito, perseguitato politico, a lasciare in aereo la città. E sulla scia di Suonala ancora, Sam, la frase che più di ogni altra cosa identifica immediatamente questa pellicola, vi invitiamo a provare questa semplice ma sorprendente ricetta a base di pollo. Sovracosce di pollo alla marocchina.

 INGREDIENTI (per 4 persone): 8 sovracosce di pollo – due cipolle bianche – mezzo bicchiere vino bianco – 2 peperoni rossi – un cucchiaio di curry – 200 grammi di albicocche e di prugne snocciolate secche – 50 grammi di mandorle spellate – olio, sale , pepe, peperoncino q.b..

PROCEDIMENTO: Fare soffriggere in abbandonate olio di oliva, insieme alle cipolle, le sovracosce di pollo, pulite della pelle, e fare sfumare con un mezzo bicchiere di vino bianco. Aggiungere i peperoni tagliati a listarelle e lasciare cuocere a fuoco lento. Aggiungere gradualmente le spezie secondo la volontà desiderata; 5 minuti prima della fine della cottura aggiungere la frutta secca. Il pollo va accompagnato da riso bianco bollito e servito caldo.

GOMORRA di Matteo Garrone, 2008

GOMORRA di Matteo Garrone, 2008

(Festival di Cannes, 2008- In Concorso)

Il film di Matteo Garrone del 2008, Gran Premio della Giuria al festival di Cannes, oltre ad essersi aggiudicato ben 8 David di Donatello ed un nastro d’argento, traduce in immagini l’omonimo libro-scandalo di Roberto Saviano, ambientato tra i camorristi di Scampia, città nella città di Napoli, dove può accadere di tutto come all’inferno. Una realtà che ci trascina nella paura e nel buio, instillandoci una angoscia profonda, che ci pervade per tutto il film e che pesa come un macigno sullo stomaco, dove non ci sembra possa appalesarsi il principio della fine…

Abbiamo abbinato a questo film il timballo di riso alla napoletana, un piatto dunque della tradizione partenopea come omaggio ad uno scrittore tanto coraggioso come Saviano, che degli odori e dei sapori di Napoli può, da allora, solo sentirne parlare a distanza: in una puntata de Il Testimone, Pif ha ripercorso tutti i luoghi familiari allo scrittore e si è anche filmato mentre trangugiava la frittura di pesce che Saviano gli aveva descritto come la migliore al mondo! Questa ricetta è per lui….

INGREDIENTI (x 8 persone): 1kg di riso arborio – due cipolle bianche – 150 gr parmigiano grattugiato – 800 grammi di carne di manzo macinata – 300 gr di pisellini surgelati – 200 grammi di formaggio semistagionato – 2 bustine di zafferano in polvere -2 bottiglie di passata di pomodoro – 50 gr di burro – due bicchieri di vino bianco.

PROCEDIMENTO: Preparare il ragù alla maniera tradizionale cucinando nella passata di pomodoro la carne tritata una volta fatta rosolare in tegame con olio d’oliva abbondante e la cipolla e pezzetti. Sale e pepe q.b. sfumare con un poco di vino bianco. A parte cucinare i pisellini con un poco di cipolla e olio d’oliva. Preparate intanto il riso mettendolo in un tegame con olio e cipolla a pezzettini. A piacere si può fare sfumare con un poco di vivo bianco. Aggiungere il brodo e le due bustine di zafferano in polvere e fare cuocere per circa 6 minuti. Il riso è importante che rimanga molto al dente. Scolate il riso e mantecate con il burro e buona parte del parmigiano.

Sistemate in una teglia oleata e cosparsa di pangrattato metà del riso e sistemare il ragù con i pisellini ed il formaggio tagliato a pezzetti e parte del parmigiano rimasto. Meglio se si fanno due strati e se si chiude il timballo con il riso cosperso di pezzetti di burro e pan grattato per ottenere una bella crosta dorata. Mettere sul finale un bicchiere di brodo su tutto il timballo così ottenuto in modo da consentire una cottura perfetta.

Mettere al forno per circa 40 minuti a fuoco sostenuto 180°/200°.

Servire dopo aver fatto riposare per almeno una ora.

MENO MALE E’ LUNEDI’ di Filippo Vendemmiati

MENO MALE E’ LUNEDI’ di Filippo Vendemmiati

(Festival Internazionale del film di Roma 2014 – Prospettive Italia)

Il film documentario di Filippo Vendemmiati ci porta dentro il carcere di Bologna dove da un pò di tempo è stata organizzata una officina meccanica in cui una quindicina di detenuti, sotto la vigile e rigorosa assistenza di tutor esterni (operai specializzati già in pensione), imparano un mestiere.

Lo spettatore rimane subito ed a tal punto affascinato dall’entusiasmo dei protagonisti, da arrivare a  dimenticare quasi il tedio di tutte quelle spiegazioni meccaniche che, altrimenti, appesantirebbero la narrazione. Il lunedì, il giorno del ritorno al lavoro settimanale, è per tutti il giorno peggiore della settimana, ma questo principio non vale per i detenuti-operai che invece aspettano, dopo un fine settimana di noia, il ritorno all’attività in officina. E’ proprio dalla storia personale dei singoli detenuti che apprendiamo infatti come la logica e le aspettative di ognuno di noi siano diverse e a volte si contrappongano, proprio perché opposti sono i punti di osservazione.

Molto interessante questo Meno male è lunedì, che ci mostra come anche nelle carceri italiane ancora tanto si può fare per migliorare la condizione dei detenuti, soprattutto per preparali ad un eventuale reinserimento nella società una volta in libertà. Ottima la fotografia; unica pecca è nella cattiva qualità del sonoro con un tono delle conversazioni che risultava troppo alto, tanto da impedire a volte di cogliere al meglio i dialoghi.

data di pubblicazione 23/10/2014








LA FORESTA DI GHIACCIO di Claudio Noce

LA FORESTA DI GHIACCIO di Claudio Noce

(Festival Internazionale del film di Roma 2014 – Cinema D’Oggi)

Con il meraviglioso ed espressivo sguardo di Emir Kusturica nel vuoto di fronte alla morte, non poteva che far presa sullo spettatore le note del Requiem di Mozart…Claudio Noce, giovane regista romano, al suo secondo lungometraggio anche se già vincitore di importanti premi cinematografici, sembra essere perfettamente a suo agio non solo nei luoghi del trentino, dove la storia si dipana tra ghiacci e venti gelidi, ma anche a dirigere  un artista poliedrico del calibro di Kusturica che solo come regista ha vinto due palme d’oro a Cannes, in un personaggio che sembra proprio sia stato concepito e scritto per lui. Molto convincenti anche le interpretazione di Adriano Giannini e di Ksenia Rappoport che si muovono nei loro personaggi con sorprendente e convincente bravura. In un triangolo nevralgico, Italia-Bosnia-Slovenia, si intrecciano traffici poco chiari tra rifugiati e commercio di schiavi. Una enorme diga segna una sorta di confine, forse uno sguardo verso la libertà. La presenza di un orso, che nessuno ha mai visto, è il pretesto che spinge Lena (Rappoport) ad indagare su quel mistero che avvolge tutto. Forse una incombente tempesta riuscirà a cancellare ed a rendere indistinguibile ciò che è già difficile vedere…..

data di pubblicazione 23/10/2014







ALL CATS ARE GREY di Savina Dellicour – B

ALL CATS ARE GREY di Savina Dellicour – B

(Festival Internazionale del Film di Roma 2014 – Alice nella città)

Non è sempre vero che un film è rivolto a tutti. O forse non è per tutti vedere lo stesso film e darne un parere. Mi metto quindi gli occhi di un adolescente e dico che il film belga di Savina Dellicour mi è sembrato gradevole e mi ha curiosamente affascinato il racconto e l’interpretazione degli attori Dorothy è una ragazza di 16 anni, che ha da sempre intuito che suo padre non è il vero padre, e con questa idea, divenuta quasi una ossessione, si impegna a scoprire a tutti i costi la verità.

Dopo altalenanti vicende, più o meno scontate, la ragazza troverà un padre, ma che nessuno conosce e che neanche la madre sarà in grado di identificare: e se tutti gli indizi portano ad identificare in Paul il padre presunto, la realtà ci dirà che ciò che credevano tutti sin dall’inizio, invece non è. La saggezza millenaria dei proverbi qui viene smentita. E se una volta si diceva: mater semper certa est, ora grazie al DNA lo si potrà dire anche per il “pater”. Film sconsigliabile ai maggiori di 18 anni.

data di pubblicazione 23/10/2014