(FESTA DEL CINEMA DI ROMA – 17/27 ottobre 2019)

Antigone, della quarantenne regista canadese Sophie Deraspe, che ne ha curato anche la sceneggiatura, la fotografia, co-partecipando altresì al montaggio, è un film potente, contemporaneo, portatore di un messaggio universale di umanità, amore e coraggio tutto al femminile, sicuramente di antica matrice come la tragedia di Sofocle che lo ha ispirato, ma anche di attualissima illuminazione, che va ad onorare figure di eroine dei nostri giorni.

 

La piccola Antigone di appena 3 anni, dopo aver assistito all’assassinio dei suoi genitori in Algeria, arriva a Montreal come rifugiata assieme alla sorella maggiore Ismène, e ai fratelli Ètéocle e Polynice, quest’ultimo di poco più grande di lei, e alla nonna Ménécée che fa loro da tutore. Insieme riescono a ricostruirsi una vita tranquilla, in un quartiere popolare. A sedici anni Antigone è già una studentessa modello, vincitrice di borse di studio ed è anche colei che rappresenta una specie di faro per tutta la famiglia, nonna compresa. Un giorno la polizia, in seguito ad una colluttazione con dei ragazzi del quartiere in cui vengono coinvolti i fratelli della ragazza, nell’arrestare Polynice, spara in maniera apparentemente immotivata contro Ètéocle, uccidendolo. Si scoprirà che i due fratelli erano controllati già da tempo perché schedati come spacciatori. Antigone, addolorata per la morte del fratello maggiore e per evitare il rimpatrio sicuro di Polynice in Algeria, decide per amore della sua famiglia di “immolarsi” con tutta la forza interiore di cui è dotata. Motivata da un forte senso del dovere e nel ricordo continuo dei genitori defunti, la giovane decide razionalmente di sostituire la legge degli uomini con un proprio senso di giustizia, basato esclusivamente sull’amore e sulla solidarietà, mettendo a repentaglio il suo futuro di esiliata in Canada.

Folgorata a vent’anni dalla tragedia di Sofocle, che ne ha oltre duemila, la regista Sophie Deraspe crea un’eroina del ventunesimo secolo, dalla corporatura esile ma con una potentissima forza interiore, dallo sguardo che penetra, intelligente e volitivo, alla ricerca di una giustizia più forte di quella degli uomini, perché basata sull’amore con il quale è stata cresciuta dalla sua famiglia e che lei generosamente restituisce. Questa forza di cui è dotata la rende eroica agli occhi di tutti e lei si muove sulla scena come una persona investita di un dovere più grande di lei, che tuttavia non può non onorare: la sua famiglia, o ciò che rimane di essa, è tutto ciò che lei ha, o meglio, è tutto ciò per cui lei è quella che è diventata, e la sua giovane mente non può non considerare questo un fatto insormontabile, che la porta ad opporre un nuovo senso di giustizia, il suo, alla giustizia creata dagli uomini che vogliono sottrarle quegli affetti senza i quali non potrebbe vivere.

Gli attori sono bravissimi, tutti, ma Nahèma Ricci-Antigone è superba, perché dona tutta la sua anima ed il suo esile corpo alla sua eroina.

Vincitore come miglior film canadese al Toronto International Film Festival Award, Antigone è stato selezionato per rappresentare il suo paese agli Oscar 2020.

Film originale, che lascia il segno. Da non perdere.

data di pubblicazione:19/10/2019








Share This