(Teatro Trastevere – Roma, 7/12 maggio 2019)
La storia del borgataro romano, ladro e pappone per professione, torbido e spavaldo sbeffeggiatore della vita tanto quanto della morte, rivive in una eccellente trasposizione teatrale.

Prima di essere impressa su pellicola, la storia di Accattone era già stata annunciata nella letteratura pasoliniana. Il passo era quasi obbligato vista la portata cinematografica del suo modo di raccontare. La decisione di farne una traduzione teatrale appare come una rischiosa novità, ma non fuori luogo per un personaggio dai caratteri fortemente drammaturgici come Vittorio Cataldi. Ottimo e riuscito nella sua originalità l’esperimento tentato dalla compagnia dell’Associazione Culturale I Nani inani diretta da Enrico Maria Carraro Moda, nei panni del protagonista.
La regia è affrontata secondo il linguaggio del teatro epico. Un display elettronico attivato in scena dagli attori attraverso un telecomando elenca in forma di capitolo i vari episodi di cui la storia è costruita. Lo spettatore è costantemente avvertito e invitato a prendere coscienza dello scandalo di cui i personaggi si fanno veicolo. L’attenzione è mantenuta viva, diventa partecipazione di fronte alle provocazioni insolenti di Accattone, che chiama il pubblico a farsi giudice della vita e della morte. La sala intera diventa lo spazio scenico nel quale si svolge l’azione. Il teatro si trasforma ipoteticamente nella periferia romana, ma delle sue baracche percorse da strade polverose e accecanti non rimane nulla in termini visivi. La borgata è ora una condizione dell’animo, un suggerimento dato dalle luci fortemente espressive. Lo stesso fiume Tevere è poca acqua contenuta in un bidone della spazzatura, nel quale si tuffa e riemerge arrogante e spavaldo Accattone.
Uno spettacolo da non perdere, in scena fino a domenica al Teatro Trastevere.

data di pubblicazione:10/05/2019


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