Una storia di amore e di amicizia tra un artista di strada e un gatto rosso. Una storia sulla forza dei sentimenti. Una storia sulla possibilità di risurrezione e di riscatto.

A spasso con Bob porta sul grande schermo la storia vera di James Bowen, già divenuta famosa per il grande pubblico a seguito del successo dell’omonimo racconto letterario edito da Sperling & Kupfer (titolo originale A Street Cat Named Bob, un milione di copie vendute in Inghilterra e traduzione in in trenta lingue), seguito da altri capitoli della “saga” di James e Bob.

James (Luke Treadaway) ha 27 anni, un passato familiare complicato e un presente segnato dalla dipendenza all’eroina. Si aggrappa con forza alla sua chitarra e alla sua musica, che rappresentano l’unico appiglio in grado di evitare la definitiva caduta nel baratro, tra le viscere delle strade di una Londra capace di trasformarsi in un insidioso percorso a ostacoli per chi è costretto a frugare nella spazzatura pur di svegliarsi la mattina successiva.

Il programma di recupero, il metadone, la solitudine e l’isolamento; poi, finalmente, un’assistente sociale che decide di “scommettere” su James assegnandogli un alloggio popolare. Una finestra lasciata aperta di notte nella sua nuova casa diviene la porta attraverso cui un gatto rosso (il vero Bob, nel ruolo di se stesso) decide di fare irruzione nella vita di James. È affamato, porta sul corpo i segni della strada, non ha una casa: è insomma l’alter ego felino di James.

Le due solitudini si incontrano e si sostengono vicendevolmente. Bob accompagna James nelle sue esibizioni e all’improvviso le strade di Londra divengono più luminose. I passanti sono incuriositi e affascinati dalla strana coppia, le offerte divengono più consistenti, i due nuovi amici possono permettersi una spesa al supermercato che sia degna di questo nome. Bob diviene l’angelo custode di James, che a questo punto trova il coraggio di munirsi di ali per ricambiare il favore. Sia pur con inevitabili difficoltà, James intraprende la via del cambiamento ed esce vittorioso dalla sua battaglia con la vita.

Se si dovesse giudicare A spasso con Bob con il metro esclusivo dell’opera cinematografica, dovrebbe probabilmente rilevarsi il limite di una favola che, sebbene non rinunci alla rappresentazione a volte cruda del dramma della tossicodipendenza, resta troppo spesso in superficie, frenata dalla prevedibilità di certi stereotipi narrativi più vicini alla televisione che al cinema.

Se però si guarda il film di Roger Spottiswoode attraverso il filtro della “storia vera” e, soprattutto, attraverso gli occhi del vero Bob che mostra doti di attore consumato mentre resta saldamente ancorato alle spalle di James e batte il cinque con tenera disinvoltura, allora il giudizio razionale lascia il posto a quello emotivo e A spasso con Bob assume la consistenza di un inno all’amore, alla speranza e alla possibilità di riscatto.

data di pubblicazione: 21/11/2016


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