(Berlino, 7/17 Febbraio 2019)

Siamo giunti al consueto appuntamento con la Berlinale, quest’anno alla sua 69esima edizione. Ultimi ritocchi ancora davanti al teatro di Marlene Dietrich Platz per l’attesissima kermesse cinematografica che vedrà riuniti per dieci giorni giornalisti e cinefili di ogni parte del mondo. Il programma è ricchissimo: 23 sono i film della selezione ufficiale, di cui 17 in concorso per l’ambito Orso d’Oro, oltre a quelli suddivisi nelle numerose sezioni collaterali. Dieter Kosslick, quest’anno al suo ultimo mandato in qualità di Direttore del Festival, incarico che ricopre dal 2001, ha sottolineato in conferenza stampa che i temi principali scelti quest’anno riguarderanno l’infanzia, la famiglia, i diritti di genere ed il modo in cui ci nutriamo. Sono temi che apparentemente rientrano nella sfera del nostro privato e che coinvolgono la nostra sensibilità, ma che al contrario dovrebbero riguardare la politica in generale perchè si parla dello sfruttamento e della molestia verso i minori, di prendere coscienza che il modello della famiglia tradizionale non esiste più e che avanzano nuovi schemi verso i quali bisogna mostrare rispetto oltre ad un adeguato riconoscimento da parte della società, e perché anche il semplice modo di nutrirsi che riteniamo sia una nostra libera decisione, altro non è che il prodotto manipolato delle grandi industrie agrarie e alimentarie.

Nel ringraziare tutti i suoi collaboratori per l’assistenza avuta in questi anni, Dieter Kosslick ha rivolto un caloroso augurio al nuovo team organizzativo che oramai in via ufficiale sarà diretto dall’italiano Carlo Chatrian, attualmente responsabile artistico del Locarno Film Festival.

Ecco i film della selezione ufficiale, di cui 20 in prima mondiale:

The Kindness of Strangers di Lone Scherfig (Danimarca-Canada-Svezia-Germania-Francia) film d’apertura

L’adieu à la nuit  di André Téchiné (Francia-Germania), fuori concorso

Amazing Grace di Alan Elliott (USA), documentario fuori concorso

Der Boden unter den Füßen di Marie Kreutzer (Austria)

Di jiu tian chang di Wang Xiaoshuai (Cina)

Elisa y Marcela di Isabel Coixet (Spagna)

Der Goldene Handschuh di Fatih Akin (Germania-Francia)

Gospod postoi, imeto i’ e Petrunija di Teona Strugar Mitevska (Macedonia-Belgio-Slovenia-Croazia-Francia)

Grâce à Dieu di François Ozon (Francia)

Ich war zuhause, aber di Angela Schanelec (Germania-Serbia)

Kız Kardeşler di Emin Alper (Turchia-Germania-Olanda-Grecia)

Marighella di Wagner Moura (Brasile), fuori concorso

Mr. Jones di Agnieszka Holland (Polonia-Regno Unito-Ucraina)

Öndög di Wang Quan’an (Mongolia)

The Operative di Yuval Adler (Germania-Israele-Francia-USA), fuori concorso

Répertoire des villes disparues di Denis Côté (Canada)

Synonymes di Nadav Lapid (Francia-Israele-Germania)

Systemsprenger di Nora Fingscheidt (Germania)

Ut og stjæle hester di Hans Petter Moland (Norvegia-Svezia-Danimarca)

Varda par Agnès di Agnès Varda (Francia), documentario fuori concorso

Vice di Adam McKay (USA), fuori concorso

Yi miao zhong di Zhang Yimou (Cina)

Il film italiano in concorso sarà La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano co-sceneggiatore. Il regista romano è già noto al pubblico soprattutto per Alì ha gli occhi azzurri presentato nel 2012 alla Festa del Cinema di Roma e per Fiore in concorso nel 2016 al Festival di Cannes – Quinzaine des Réalisateurs. Nella Sezione Panorama avremo il film Dafne di Federico Biondi e il documentario Selfie di Agostino Ferrente. Una scelta importante in rappresentanza del nostro cinema firmato da registi molto impegnati nel sociale per portare al pubblico internazionale una realtà tutta italiana dove i giovani devono confrontarsi nel quotidiano con un ambiente duro e spietato: un nuovo realismo cinematografico che testimonia la vita spesso disumana del mondo di oggi.

La giuria internazionale quest’anno sarà presieduta da Juliette Binoche, attrice di fama internazionale che proprio qui a Berlino nel 1997 vinse l’Orso d’Argento per la sua interpretazione nel film Il Paziente Inglese di Anthony Minghella. Gli altri membri che la affiancheranno sono: Justin Chang, critico cinematografico del Los Angeles Times; Sandra Huller, attrice tedesca già vincitrice nel 2006 dell’Orso d’Argento quale protagonista nel film Requiem di Hans-Christian Schmid; Sebastiàn Lelio, regista cileno oramai molto noto dopo aver vinto l’Orso d’Argento nel 2017 per la miglior sceneggiatura con Una Mujer fantàstica che in seguito ottenne anche l’Oscar come miglior film in lingua straniera; Rajendra Roy, da anni responsabile della Sezione cinematografica presso il Museo d’Arte Moderna di New York; Trudie Styler, attrice inglese Ambasciatrice UNICEF per il Regno Unito, impegnata nella produzione di importanti film sia per la televisione che per il grande schermo.

Ruolo importantissimo lo rivestono i film delle sezioni speciali: Berlinale Shorts, con una sempre più crescente presenza nell’ambito del Festival; Panorama, che con i suoi 45 film affronterà tematiche politiche e sociali in controtendenza; poi ancora la sezione Forum, che presenta un’interessante selezione di film sotto il motto “rischio più che perfezione” per i temi affrontati al di fuori di ogni schema o compromesso; la rassegna Generation, che quest’anno si pone diverse domande esistenziali: chi siamo? dove andiamo? cosa significa relazionarsi con gli altri?; Prospettive Cinema Tedesco, che riguarda lavori di giovani talenti tedeschi; Retrospettive, con un programma quest’anno dedicato alla filmografia della Repubblica Democratica Tedesca e della Repubblica Federale di Germania prima e dopo il 1990. Come nelle edizioni passate anche quest’anno avremo una rassegna Teddy Award, con vari lungometraggi a soggetto gay presi dalle varie sezioni; Kulinarisches Kino, che propone la relazione tra cinema e cibo; Berlinale goes Kiez, per la diffusione dei film in programma nei vari cinema periferici della città e Native, che ci porterà a scoprire isole e paesi nella lontana area del Pacifico.

Quest’anno l’Orso d’Oro alla carriera verrà assegnato a Charlotte Rampling, grande attrice inglese che tra l’altro nel 2017 vinse la Coppa Volpi a Venezia come migliore interpretazione femminile in Hannah di Andrea Pallaoro. A lei verrà dedicata una retrospettiva comprendente una decina di pellicole tra le più significative tra cui, ovviamente, Il Portiere di Notte di Liliana Cavani e La Caduta degli Dei di Luchino Visconti.

Accreditati, presente qui a Berlino, vi terrà ogni giorno informati sui film in programma, con particolare attenzione per quelli della selezione ufficiale.

data di pubblicazione:06/02/2019

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